3 aprile 2020
Aggiornato 22:00
La Procura di Roma indagherà per «omicidio volontario»

La morte di Brenda, il trans che sapeva troppo di video e cellulari

Il ricatto a Marrazzo fa parte di una serie? I dubbi dei pm che stanno indagando sulla morte del transessuale

ROMA - Omicidio volontario. E' questa l'ipotesi di reato per cui la Procura di Roma indagherà per la morte del trans brasiliano Wendell Mendes Paes, detto Brenda, avvenuta ieri all'interno del residence 'Due Ponti' nella zona Nord della Capitale. Il cadavere del viado è stato trovato nel locale soppalcato dell'appartamento al piano seminterrato dell'edificio.

Altre trans conoscono la verità su quello che è accaduto a Brenda. Altre persone che appartengono a «quel mondo con un sesso un po' di qua e un po' di là», come dice un noto psicologo, sono a conoscenza del giro che comprendeva la brasiliana morta nella notte in un mini-appartamento nel residence 'Due Ponti' e nel quale si muoveva il pusher obeso Gianguarino Cafasso. Del dato sono convinti gli investigatori impegnati a dipanare la matassa che sembrava esser stata sciolta dopo l'arresto dei 4 carabinieri, ritenuti responsabili del ricatto all'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Il «campo d'indagine» - si spiega - è quello degli incontri hard, con persone (personalità?) che pagano molto e bene, come l'ex governatore, o altri soggetti citati dalle trans, anche un po' a vanvera, con soprannomi e nomignoli, sin dall'esplosione del caso. In quel mondo se si scatta una foto, si realizza un video, non lo si fa per vizio ma perché si vuole ottenere qualcosa, si vuole avere l'«assicurazione» per un domani dei tempi bui che può sempre capitare. Forse seguendo questa logica Brenda aveva risposto agli inquirenti di aver avuto il secondo video, in cui c'era ancora Marrazzo, e di averlo mantenuto nel suo computer, ma di averlo distrutto «per paura».

Di quel filmato - così come quello di 13 minuti del ricatto «originale» e provato - e che sarebbe stato realizzato in una abitazione forse nella disponibilità dell'ex presidente, non ci sono tracce chiare. Per i magistrati esiste perché più di un soggetto ne ha parlato, tra cui uno stesso carabiniere indagato. Ma il viado chiamato in causa da Brenda non avrebbe dato seguito a quella traccia.

La decisione del tribunale del riesame che ha scarcerato due indagati su 4 e in parte ridimensionato la vicenda Marrazzo, è stata uno stop per l'accertamento della verità? Qualcuno dei militari era pronto a parlare? Alcune risposte saranno chiarite dalle motivazioni dei giudici della libertà, quando saranno depositate.

L'accertamento autoptico su Brenda fornirà un tassello, farà salire uno scalino. Se poi una trans decidesse di «vuotare il sacco», si potrà dire chi sono i cittadini di quel mondo a tinte rosso hard che parte dai quartieri bene e consuma il piacere nei residence di immigrati. «Sono le trans, con le loro molte bugie, le chiavi di volta», dice un investigatore.

Il cellulare di Cafasso che non si trova e che sarebbe stato gettato dalla sua fidanzata Jennifer, così come altri telefonini o chiamate fatte alla presidenza della Regione potrebbero dare tracce significative. Per il momento il materiale probatorio è molto, ma non tutto sembra avere senso e spiegazione unica.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal