26 maggio 2020
Aggiornato 04:30

Palermo invasa dai rifiuti per la protesta dei dipendenti Amia

Pd chiede le dimissioni del sindaco Cammarata

PALERMO - Palermo come Napoli, con cassonetti in fiamme, cumuli di spazzatura ai lati delle strade, manifestazioni davanti al Comune e alle sedi delle istituzioni e tutti che se la prendono, come da consuetudine, con il sindaco della città. E' un copione già visto quello che si sta recitando nel capoluogo siciliano dove da 10 giorni gli operatori ecologici dell'Amia, la società municipalizzata di raccolta dei rifiuti, si astengono dal fare gli straordinari - indispensabili per la sopravvivenza civile della città e per la raccolta rifiuti - in segno di protesta preventiva per il fatto che, avendo l'Amia problemi di Bilancio, temono di non vedere pagati i prossimi stipendi.

Alla bagarre dei dipendenti dell'Amia, che manifestano davanti al Comune di Palermo (sugli striscioni si legge 'valorizziamo i vostri rifiuti, cenciaioli') , si aggiunge la gazzarra fatta dagli assessori comunali che, cinti d'assedio dagli operatori ecologici, hanno discusso in comune l'ipotesi di aumentare la Tarsu, la tassa sui rifiuti urbani, proprio per aiutare le casse dell'Amia. La proposta del sindaco di Palermo Diego Cammarata non piace però alle opposizioni e all'Mps: così in consiglio comunali oggi si è sfiorata la rissa. Il consiglio si è concluso con un nulla di fatto: proprio a causa dell'ostruzionismo dell'opposizione, che non ha accolto la richiesta della maggioranza di centrodestra di ritirare i circa 1.200 emendamenti alla delibera della giunta, il presidente del consiglio comunale ha chiuso i lavori e, visto che la delibera doveva essere approvata entro oggi, non non c'è più tempo per una modifica del regolamento sulla Tarsu.

Il Pd, dopo la 'vittoria', insorge e chiede in blocco le dimissioni del sindaco Cammarata: «La nostra battaglia ha impedito l`aumento delle tasse ai palermitani, che Cammarata e il centrodestra volevano imporre. I cittadini non avrebbero accettato questo scippo specie in un momento di crisi come quello attuale - dice Davide Faraone, deputato regionale e capogruppo del Pd al consiglio comunale di Palermo - Adesso bisogna impegnarsi per il rilancio dell'Amia attraverso un nuovo piano industriale, per garantire servizi efficienti e il futuro dei lavoratori».

Per Pino Apprendi, deputato regionale del Pd, le dimissioni di Cammarata «sono la logica conseguenza della gestione scellerata dell` Amia, utilizzata come testa d`ariete in ogni campagna elettorale per clientele e facili assunzioni» e Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars sottolinea che «la battaglia netta e determinata del Pd e dell'opposizione al consiglio comunale ha impedito una ulteriore rapina alle tasche dei palermitani, ai quali si volevano fare pagare lussi e sprechi della gestione dell'Amia. Palermo è stata oltraggiata, Cammarata ha una sola possibilità: dimettersi». Tonino Russo, infine, vicesegretario regionale del Pd siciliano, conclude: «Cammarata si vergogni, chieda scusa ai palermitani e un minuto dopo se ne vada».

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