23 aprile 2024
Aggiornato 01:30
Biotestamento

Bagnasco: «Non va autorizzato stop cibo e acqua»

«Non si può distinguere tra vita degna e vita non degna»

Città del Vaticano - La Chiesa ha tutto il diritto di «rivolgere ai responsabili della democrazia un rispettoso invito affinché in materia di fine vita non si autorizzi la privazione dell'acqua e del nutrimento vitale a chi è in stato vegetativo». Lo afferma il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, che oggi in Vaticano ha aperto la 59esima Assemblea generale della CEI.

«Avere a cuore i temi della bioetica - dice il porporato - è un modo, non l'ultimo, per avere a cuore l'uguaglianza tra tutti gli esseri umani. Non si può assolutizzare una situazione di povertà a discapito delle altre; ma non si può nemmeno distinguere tra vita degna e vita non degna. Non c'è contraddizione tra mettersi il grembiule per servire le situazioni più esposte alla povertà - ribadisce - e rivolgere ai responsabili della democrazia un rispettoso invito affinché in materia di fine vita non si autorizzi la privazione dell'acqua e del nutrimento vitale a chi è in stato vegetativo. È una questione di coerenza».

«Rispetto alle diverse stazioni della 'via crucis' che l'uomo di oggi affronta - conclude il presidente dell'episcopato italiano - la Chiesa non fa selezioni. La sua iniziativa però non ha mai come scopo una qualche egemonia, non usa l'ideale della fede in vista di un potere. Le interessa piuttosto ampliare i punti di incontro perché la razionalità sottesa al disegno divino sulla vita umana sia universalmente riconosciuta nel vissuto concreto di ogni esistenza e per una società veramente umana».