2 agosto 2021
Aggiornato 07:30
Smantellata un rete di traffico di stupefacenti italo-albanese

Droga, smantellata a Bologna, rete legata a cosche crotonesi

Dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna sono partite 30 ordinanze di custodia cautelare in tutta Italia nei confronti di 24 italiani e 6 albanesi

ROMA - Smantellata un rete di traffico di stupefacenti italo-albanese legata alle cosche crotonesi: dalla direzione distrettuale antimafia di Bologna sono partite 30 ordinanze di custodia cautelare in tutta Italia nei confronti di 24 italiani e 6 albanesi. Da questa mattina all'alba, infatti, è in corso un'operazione del comando provinciale di Ferrara, sta eseguendo 30 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Bologna, su richiesta del pm della stessa Dda di Bologna, nei confronti di 24 italiani e 6 albanesi dislocati su tutto il territorio nazionale.

I 30 sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti e che con le singole condotte associative, agevolava l'attività' della organizzazione di stampo mafioso Farao - Marincola di Cirò, Crotone; tre di loro sono accusati anche di favoreggiamento personale aggravato per aver aiutato gli allora latitanti Giuseppe Cariati e il Capo Cosca Cataldo Marincola, ora detenuti, a eludere le investigazioni da parte dell'autorità giudiziaria, consentendo loro di sottrarsi alla esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere dei gip di Catanzaro e Milano.

Le investigazioni, durate dal febbraio 2007 al febbraio 2008, hanno svelato l'operatività di un gruppo criminale italo - albanese nel traffico e spaccio di stupefacenti, cocaina ed eroina, provenienti da Olanda, Germania ed Albania, destinati alle locali piazze di spaccio, direttamente riconducibile alla Cosca Farao Marincola. E - spiegano i militari - otto italiani, al vertice dell'organizzazione, risultano riconducibili alla cosca cirotana della 'ndrangheta Farao - Marincola. Nel corso delle indagini, durate un anno, sono già stati arrestati 9 corrieri e un latitante, sequestrati 6,6 chili di cocaina e 6 chili di eroina. Inoltre i militari hanno scoperto che i vertici dell'organizzazione si affidavano a Skype e alle email, per le conversazioni e comunicazioni sulla gestione del traffico, per cercare di eludere le investigazioni.