29 agosto 2025
Aggiornato 08:30
Riforma della Scuola

L'assessore Mongiu sui tagli del Governo alla scuola

«Non è riducibile a fenomeni fisiologici, quali il turn over del corpo docente, ma rappresenta una scelta politica disastrosa di cui il governo deve assumersi le responsabilita»

Questo il commento dell'assessore regionale della Pubblica istruzione Maria Antonietta Mongiu a seguito delle dichiarazioni rese ieri dal Presidente del Consiglio: «Le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa scuola digitale non rassicurano né le famiglie, né i lavoratori della scuola, né tanto meno le istituzioni territoriali. Chi ha a che fare con il mondo dell'istruzione, infatti, sa bene che non ci troviamo di fronte ad una riforma del sistema, ma ad un suo drastico impoverimento, con le pesanti conseguenze anche sul piano occupazionale che il Presidente vorrebbe occultare dietro generiche rassicurazioni, ma che la società italiana sta dimostrando di avere ben presenti».

«Il problema dei tagli alla scuola - ha continuato l'assessore Mongiu - non è riducibile a fenomeni fisiologici, quali il turn over del corpo docente, ma rappresenta una scelta politica disastrosa di cui il governo deve assumersi le responsabilità. Andando oltre la propaganda del governo, è necessario ribadire con forza che i provvedimenti imposti dal ministro Gelmini comportano la vasta riduzione del potenziale formativo a disposizione dei nostri giovani e la fatale mortificazione del sistema pubblico dell'istruzione proprio nelle articolazioni più efficienti».

«È un obbligo costituzionale e compito primario dello Stato - ha continuato l'assessore regionale della Pubblica istruzione - assicurare la presenza e la qualità della scuola e della didattica nei territori. La Regione Sardegna, dove per esempio la scuola digitale è già una realtà, sta investendo nell'istruzione più di qualsiasi altra regione italiana, ma non può farsi carico di un primario compito dello Stato. Quel che chiediamo allo Stato è dunque che svolga il suo fondamentale ruolo, come prevede la Costituzione.
Non sono infatti sufficienti le piccole concessioni fatte dalla Direzione scolastica regionale, ma occorre un impegno forte perché i sardi, in base ai parametri richiesti dalle peculiarità della nostra Regione, si vedano riconosciuto il diritto sostanziale dell'accesso all'istruzione».

Sulla scuola digitale in Sardegna si ricorda che da due anni sono stati avviati i corsi di laurea on line, con i tre corsi dell'università telematica Unisofia di Scienza della comunicazione, Scienza dell'amministrazione e Architettura.
Inoltre la programmazione Fesr 2007-2013 contempla il potenziamento di infrastrutture di rete Lan e connettività Internet e diffusione delle lavagne elettroniche per un investimento di 30 milioni di euro; il registro elettronico scolastico, sistemi di e-learning, il sistema informativo scolastico con funzionalità statistiche ed anagrafiche; l'implementazione dei supporti scientifici, tecnologici e laboratoriali in tutte le scuole, il rafforzamento delle tecnologie presso tutti i punti di erogazione del servizio scolastico; 80 milioni di risorse sono previste solo per le ultime tre misure.

Inoltre il progetto Marte, già concluso, ha permesso di allestire laboratori informatici in 530 aule, di dotare le scuole di sistemi di video conferenza, di attivare la web agency con il portale «Conoscere», di mettere in rete tutte le scuole con un sistema Internet e Intranet, attivare contenuti didattici sui quali le scuole possono intervenire, lavorare e integrare.