7 luglio 2020
Aggiornato 09:00
Formazione

Le nuove forme di apprendimento dell'era tecnologica

Secondo alcune ricerche lo sviluppo neurologico dei nativi digitali è diverso da quello dei loro predecessori, anche l'apprendimento scolastico deve quindi seguire nuovi canali

Ragazzi a scuola davanti al computer
Ragazzi a scuola davanti al computer Pixabay

I ragazzi che frequentano oggi le scuole sono, nella maggior parte, nativi digitali, in quanto nati più o meno a partire dal 2000, se non qualche anno prima. Per loro internet, il World Wide Web, è un mezzo di comunicazione comune e diffuso, da utilizzare comunemente, come i libri, il tablet, lo smartphone o la televisione, ormai divenuta un mezzo di comunicazione decisamente obsoleto. In questo frangente la scuola italiana mostra un certo ritardo, soprattutto in alcuni settori e in specifiche regioni: gli alunni hanno completo accesso alle nuove tecnologie a casa, un poco meno all’interno delle auto scolastiche.

L’apprendimento nella nuova era

Si configura, ormai da vari anni, la nuova era tecnologica, nella quale anche l’apprendimento deve seguire nuovi canali, come dimostra Superprof, il sito n°1 per lezioni e ripetizioni private. Secondo alcune ricerche lo sviluppo neurologico dei nativi digitali è diverso da quello dei loro predecessori; per poterli seguire nella loro carriera scolastica anche gli insegnanti devono rivolgersi a nuovi metodi di insegnamento, che utilizzino i nuovi strumenti. La differenza fondamentale tra l’uso di internet e l’esposizione ad altri mezzi di comunicazione, quali la scrittura o la televisione, riguarda il fatto che per utilizzare il web si agisce sempre in prima persona: non si viene accompagnati lungo la strada, ma li procede secondo un sentiero che si crea man mano, avanzando. Da un tipo di insegnamento di tipo frontale, nel quale il docente trasmette all’allievo dei contenuti, si deve imparare un metodo di insegnamento più interattivo, nel quale l’allievo non è passivo, ma attivo e proattivo.

Cosa si intende per nuove tecnologie

Chiunque insegni si rende conto della novità, per certi versi relativa, visto che oggi i nativi digitali frequentano l’università. Chi va a scuola, chi segue un corso, chi si approccia alla conoscenza, ha l’abitudine ad utilizzare comunemente le nuove tecnologie, almeno a casa nel quotidiano. I tablet e gli e-book reader hanno preso il posto dei libri; internet ha sostituito completamente le enciclopedie fisiche, quelle tradizionali; i servizi di streaming si usano invece di guardare la TV. Stiamo parlando di un nuovo modo non solo di comunicare con le persone, si pensi ai servizi di messaggistica istantanea e ai social media, ma anche di recepire la realtà quotidiana. Anche tra chi non è nato dal 2000 in poi, molti ogni giorno leggono il giornale online e difficilmente acquistano un quotidiano in edicola. Certo, i vantaggi sono molteplici, a partire dal rapido aggiornamento delle informazioni presenti in rete, fino alla possibilità di agire come attori principali nella scelta di notizie, informazioni, libri invece di essere attori passivi. Contemporaneamente si deve anche considerare che nella fruizione di contenuti multimediali si attivano aree del cervello diverse rispetto a quelle attivate dalla lettura di un testo in forma cartacea o dall’ascolto di un documentario in televisione.

La tecnologie a scuola

Purtroppo la scuola italiana sta ancora arrancando nella ricerca di offrire ai propri allievi la possibilità di utilizzare le nuove tecnologie nel quotidiano. La cosa per molti allievi è ancora più difficile da comprendere, visto che le medesime tecnologie le hanno a disposizione a casa, ma non possono utilizzarle a scuola. Purtroppo sono molti gli istituti scolastici che non sono in grado di fornire agli allievi la connessione Wi-Fi alla rete, o che non possiedono lavagne interattive, tablet, computer, a sufficienza per tutte le classi. Contemporaneamente ci sono, come sempre, aree felici, dove questi strumenti sono utilizzati ormai da anni e sono entrati a far parte della didattica quotidiana. Una didattica quindi sempre più incentrata verso l’interazione, che rinuncia alla lezione frontale tradizionale per rendere l’insegnante un soggetto che non guida gli allievi, ma ne coadiuva i passi lungo una lunga strada verso la conoscenza. Le nuove tecnologie nella scuola infatti non sono volte a superare la figura dell’insegnante, a sostituirlo, quanto piuttosto a modificarne il ruolo.

Le nuove tecnologie e le lezioni private

Quindi i tempi cambiano, si utilizzano le nuove tecnologie anche in molte scuole, i libri vengono sostituiti dai più comodi e pratici tablet. Non sentiremo più le lamentele dei ragazzi dei primi anni di superiori, o a volte già delle scuole medie, che si lamentano per gli zaini stracolmi. Ciò che continueremo a sentire però sono le lamentele degli allievi che non riescono a comprendere al meglio una materia, che hanno bisogno di qualche ora in più per studiare o per raggiungere un certo livello di conoscenza di un argomento. Anche con le nuove tecnologie c’è chi «va bene a scuola» e chi «va male a scuola». Le motivazioni di questo sono le stesse dei decenni precedenti, non tutti infatti riescono a seguire la lezione a scuola, o necessitano di maggiori stimoli, o ancora temono di chiedere dei chiarimenti e rimangono per settimane con dei dubbi da dirimere. Quindi anche oggi ci sono dei ragazzi che hanno la necessità di trovare un insegnante privato, che li segua mentre studiano un argomento particolarmente ostico o si preparano per un compito in classe. Ciò che cambia, anche qui, è la possibilità di studiare, ma anche di cercare un insegnante privato, utilizzando le nuove tecnologie. Oggi le ripetizioni si organizzano online, su portali come Superprof. I siti di questo genere offrono lezioni private per ogni tipo di materia e livello, anche per universitari che non riescono a superare un esame o ragazzi delle medie che hanno problemi con il tedesco.

Perché cercare le lezioni private online

Una volta chi doveva seguire delle lezioni private cercava gli annunci sui quotidiani locali, oppure si affidava al passaparola: i genitori dei compagni di scuola di certo avevano informazioni di prima mano sui migliori insegnanti privati della zona. Oggi le cose sono cambiate anche sotto questo punto di vista: gli annunci sono presenti in rete. E non serve chiedere informazioni ai genitori di altri allievi, perché online vengono pubblicati tutti i dati che riguardano il singolo docente, con età, titoli di studio, competenze, esperienze pregresse. L’offerta è ampia, non solo per chi frequenta la scuola, ma anche per tutti coloro che vogliono seguire un corso di ceramica o di cucina giapponese, o che desiderano rispolverare il Francese che hanno quasi dimenticato. Inoltre le lezioni si possono seguire anche tramite Skype, o altri sistemi di comunicazione a distanza, quindi senza bisogno di affidarsi necessariamente al docente che vive vicino a casa e utilizzando metodi più interattivi e immediati, del tutto personalizzati e cuciti sul singolo allievo.