19 settembre 2019
Aggiornato 17:00
industria 4.0

Che fine ha fatto il credito per la formazione 4.0

Il credito d'imposta prevede il 40% di sgravi sulle spese per attività di formazione 4.0 relative al costo del personale dipendente impegnato in tale attività

Che fine ha datto il credito per la formazione 4.0
Che fine ha datto il credito per la formazione 4.0 Shutterstock

ROMA - Dovrebbe arrivare dopo le vacanze di Pasqua, secondo Francesco Cuccia, capo della segreteria tecnica del MISE, il decreto attuativo per il tanto atteso credito d’imposta sulla formazione, misura prevista dal Piano Industria 4.0 per accelerare lo sviluppo delle competenze digitali nelle fabbriche del nostro Paese. Un decreto che al momento dovrebbe trovarsi sulle scrivanie dei ministeri dell’Economia e del Lavoro, i quali dovrebbero - entro tempi ragionevoli - dare il via libera per rendere operativa la misura.

Una misura di cui abbiamo estremamente bisogno e che prevede il 40% di sgravi sulle spese per attività di formazione 4.0 relative al costo del personale dipendente impegnato in tale attività. Anche perchè i dati dell’OCSE parlano chiaro: circa il 39% di chi ha un’età compresa tra i 25 e i 65 anni presenta un basso livello di competenze e solo il 14% partecipa ad attività formative per adulti. Con la conclusione che i nostri lavoratori non sono per nulla preparati ad affrontare la rivoluzione tecnologica. E del resto siamo una delle nazioni che utilizza più tecnologie automatizzate nell’industria, con in media 160 robot industriali ogni 10mila dipendenti nel manifatturiero, rispetto ai 150 in Spagna e 127 in Francia. E qualcuno questi robot dovrà pure farli funzionare.

Il credito d’imposta sulla formazione 4.0 potrebbe risollevare, inoltre, la drammatica abitudine delle aziende, poco restie a fare formazione aziendale. Benché i datori di lavoro siano consapevoli che la mancanza di figure competenti immobilizza la digital trasformazion, dall’altra i dipendenti affermano che i budget per la formazione digitale sono rimasti invariati o hanno addirittura subito un calo in oltre la metà (52%) delle aziende (fonte Capgemini). E i pochi che ci sono non sarebbero neppure sufficienti: per il 45% dei dipendenti i programmi di formazione messi in atto dalle aziende sono ‘inutili e noiosi’ e spesso non viene concesso il tempo necessario per potervi partecipare.

«In questo periodo di formazione del nuovo governo il piano Impresa 4.0 è ancora saldo e operativo. Vogliamo lasciare le carte in regola a chi verrà dopo di noi, auspicando che il lavoro fatto non venga distrutto ma potenziato», ha detto Francesco Cuccia. Chiaramente molte cose dipenderanno dai successori. Per il momento si attende il via libera dei ministeri Economia e Lavoro. Aprile sarà il mese giusto?