#DeleteFacebook. E' possibile?
In pochi clic puoi cancellare i tuoi vecchi contenuti e non darli in pasto alle multinazionali

MILANO - Facebook ci sta usando. Anche se poi alla fine siamo noi che glielo permettiamo. Abbiamo cura persino di selezionare le nostre emozioni, impacchettarle all’interno di un’emoticon e fornirle al social network, classificando post, contenuti e vita di tutti i giorni con cuori, faccine arrabbiate o tristi. E queste informazioni poi vengono divulgate, che ci piaccia o no.
Si formano così dei veri e propri profili psicometrici, definiti - nella pratica - da 5 specifici tratti che caratterizzano la personalità di un individuo: apertura all’esperienza (Openness), coscienziosità e lavoro etico (Conscientiousness), estroversione (Extroversion), amicalità (Agreableness), nevrosi (Neuroticism). Qualcuno di questi stati d’animo pure ben si associa alle emoticon con cui commentiamo i post di Facebook. Il social network di Mark sta creando una camera d'eco nel nome del collegamento. Affiora la divisione e distrugge la vera ragione per cui abbiamo iniziato a usare i social media in primo luogo - la connessione umana.
Complice il caso Cambridge Analytica, in questi giorni è un fiorire di post e articoli per sottrarsi una volta per tutte alla schiavitù dei social network. L’hashtag #deleteFacebook sta facendo il giro del mondo e oggi anche l’ex CEO di WhatsApp Brian Acton ha aderito al movimento di rivolta contro Facebook con un simpatico tweet.
Così ho iniziato un lento processo di svezzamento dalla piattaforma eseguendo metodicamente uno script che cancellerà i miei vecchi contenuti. E c'è molto. Ci sono likes e condivisioni. Ci sono le interviste che ho pubblicato (anche quelle degli altri, devo essere onesta, per prendere spunto. Anche se l’ho fatto in modalità privata). Ci sono migliaia di notifiche WordPress che dicono al mondo quello che sto facendo. Dove sono stata (l’ultimo viaggio l’ho fatto in Marocco) e dove andrò prossimamente (ho pubblicato alcuni post sulla Norvegia, ndr.). Usiamo Facebook per trasmettere il nostro ego (sto cercando di disintossicarmi). E sono sicura che molti si trovano in questa situazione.
Ma la questione è: ti servono davvero i post che hai pubblicato un mese fa? Pensaci: tutti i posti più vecchi di circa una settimana sono foraggio per bot, messaggi compresi. Messaggi dal 2016? 2017? Perché tenerli? Nessuno li leggerà, nessuno se ne preoccupa. E alla fine hai creato il più grande dossier su di te e lo hai fatto liberamente, anche allegramente.
Questo dossier riflette i tuoi gusti, le tue antipatie, i tuoi sentimenti e le tue inclinazioni politiche. Include immagini chiare del tuo volto da tutte le angolazioni, immagini dei tuoi animali domestici e della tua famiglia e dettagli sui tuoi viaggi. Stai dando al mondo libero accesso alla tua vita. È meraviglioso immaginare che questi dati saranno utilizzati da un potenziale pretendente che si innamorerà del tuo modo di vivere. È meraviglioso immaginare di scorrere Facebook a 80 anni e meravigliarsi di quanto il cambiamento sia stata una costante, delle persone che hai incontrato, delle rughe attorno agli occhi che prima non c'erano e oggi ci sono zampe di gallina. È meraviglioso immaginare che Facebook sia un luogo dove condividere idee, sogni e speranze, un motore di connessione da essere umano a essere umano che dà più di quello che serve. Ma questo è utopia.
Facebook è un servizio di raccolta dati per coloro che vogliono venderti i prodotti. È il canale definitivo per raggiungere il target in base all'età, al sesso, alla posizione geografica, alle tendenze politiche, agli interessi e allo stato civile. E il paradiso degli inserzionisti, l’Eldorado che attendevano da sempre senza neppure saperlo. Ed è selvaggiamente costoso in termini di privacy persa e denaro speso per rubare quella privacy.
Eliminerai Facebook? Probabilmente no. Però puoi cancellare qualcosa. Come ho provato a fare io con questo script che ti permette di selezionare i tuoi post, quelli in cui sei taggato, i post di altre persone sul tuo diario e di cancellarli. Completamente. In pochi clic non ci sono più e neppure gli altri possono trovarli facendo ricerche. In questo modo, cancellando i vecchi post su Facebook, è probabile non sarò più un target per società come Cambridge Analytica.
Ma la questione più intima (ed è quella che va affrontata) è che noi i social network li amiamo. Amiamo il potere che offrono. La sensazione di connessione. E in assenza di una piazza, di un pulpito, di una panchina in legno che cade a pezzi, parliamo con noi stessi. In assenza di amore e comprensione ci uniamo al lento disordine dell'indifferenza online. Eppure quand’è che puoi effettivamente dire di essere stato grato a Facebook? Puoi effettivamente ringraziarlo per qualcosa? Parliamoci chiaro: forse un paio di volte. Principalmente legate a soddisfazioni di lavoro, dove era bello vedere che in molti apprezzavano quello che facevo. Ma tutte quelle «reaction» sono state presto sostituite da annunci per scarpe da ginnastica o pacchetti per le prossime vacanze estive.
Il mio consiglio. Fatevi un po’ più ca…i vostri. Nel senso. Pubblicate meno su Facebook e interagite meno. E cancellate i vecchi post con questo script. Se non servono più a nessuno perchè dare in pasto quelle informazioni alle multinazionali? Gratis, per giunta.
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