12 dicembre 2018
Aggiornato 08:00

Anche Google banna la pubblicità sulle criptomonete

Le nuove policy sulla pubblicità entreranno in vigore prima di giugno
Anche Google banna la pubblicità sulle criptomonete
Anche Google banna la pubblicità sulle criptomonete (Shutterstock.com)

MILANO - Poco più di un mese dopo che Facebook ha aggiornato la sua politica pubblicitaria per includere un divieto generalizzato sulle criptomonete, Google sta seguendo la stessa strada. Dopo aver rimosso 3,2 miliardi di «cattivi annunci» nel 2017, il gigante della ricerca online ha pubblicato un aggiornamento alla sua pagina di policy pubblicitaria, evidenziando un divieto su:

- opzioni binarie e simili;

- criptomonete e relativi contenuti (inclusi, ma non solo, l'offerta iniziale di monete virtuali, le borse valori, i portafogli e i consigli per la negoziazione di criptomonte);

«Non abbiamo una sfera di cristallo per sapere dove andrà il futuro con le criptomonte - ha dichiarato Scott Spencer, direttore esecutivo di Google, in un'intervista pubblicata sulla CNBC - ma abbiamo visto abbastanza danno o potenziale di danno per i consumatori. E’ un'area che vogliamo affrontare con estrema cautela».

Nonostante questa cautela, le regole non entreranno in vigore prima di giugno. L’impatto, però, è stato immediato dato che bitcoin è scivolato sotto i 9mila dollari dopo l’annuncio di Google. Una fluttuazione di prezzo molto simile a quella che si è verificata nel mese di gennaio, in seguito all’annuncio di Facebook,  che ha causato un calo del 12% della moneta virtuale.

Mentre alcune aziende intraprendenti hanno riferito di aver lavorato intorno al divieto di Facebook attraverso errori intenzionali di ortografia delle parole, Google ha detto di star lavorando per affrontare questo problema. Le cui politiche, probabilmente, entreranno in vigore durante l’estate. L'azienda madre di Google Alphabet produce circa l'85% dei suoi ricavi pubblicitari. Si stima che nel corso del 2018, quasi la metà dell'intero mercato globale di 94 miliardi di dollari, sarà di Google che genererà oltre 40 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari, superando Facebook, che guadagna 22 miliardi di dollari, al secondo posto.

La notizia arriva, peraltro, nello stesso giorno in cui la piattaforma di scambio Coinbase ottiene un’importante traguardo. Nel Regno Unito ha ricevuto una licenza di moneta elettronica dalla Financial Conduct Authority (FCA) del Paese, il che significa che soddisfa i severi standard Know Your Customer (KYC), tra le altre cose. In più ha aperto un conto bancario presso Barclays, per facilitare i pagamenti più rapidi. Un traguardo che darà quindi maggiori garanzie ai clienti.