19 settembre 2018
Aggiornato 03:30

Stato Innovatore, Banca pubblica e domanda interna: il piano Fioramonti in 5 punti

Nel blog dei 5 Stelle, il professore indica cinque punti per costruire quell’«Italia ad alta Qualità della Vita che abbiamo sempre sognato»
Di Maio e Fioramonti
Di Maio e Fioramonti (ANSA)

ROMA - Nonostante le critiche mosse nei suoi confronti in merito al suo punto di vista sul Pil (nel libro «Presi per il Pil» analizza pioneristicamente le falle, le omissioni e le conseguenze politiche di un modello di crescita che starebbe distruggendo il mondo), Lorenzo Fioramonti ha le idee chiare su quello che potrebbe essere il futuro per il nostro Paese. Lorenzo Fioramonti, in un quadro politico piuttosto incerto, è stato indicato dal grillino Luigi Di Maio come colui che potrebbe prendere il posto di Carlo Calenda nel prossimo governo, preposto al ministero dello Sviluppo Economico. Nel blog dei 5 Stelle, il professore indica cinque punti per costruire quell’«Italia ad alta Qualità della Vita che abbiamo sempre sognato». Ecco quali sono.

«Un governo del Movimento 5 Stelle non è più utopia, ma una concreta possibilità - scrive sul blog Fioramonti -. Potremo finalmente costruire l’Italia ad alta Qualità della Vita che abbiamo sempre sognato. Per riuscirci occorre avere ben chiare le priorità».

Stato Innovatore
Una delle priorità di Fioramonti è favorire un’economia che «indirizzi lo sviluppo del Paese nei settori strategici attraverso maggiori investimenti, corregga gli squilibri della finanza speculativa ed eroghi direttamente parte del credito alle imprese per mezzo di una Banca pubblica».

Politica industriale
Secondo Fioramonti deve essere trasformata in direzione di un’economia più circolare, «delle fonti rinnovabili e del decentramento energetico (autoproduzione e autoconsumo di energia)».

La domanda interna
E’ importante sostenete - per Fioramonti - la domanda interna delle micro, piccole e medie imprese «che che investono localmente, abbassando la pressione fiscale (Irpef, Irap) e semplificando il rapporto dei contribuenti con l’Agenzia delle Entrate (abolizione di centinaia di leggi dannose come lo spesometro, il redditometro e gli studi di settore)».

Lavoro
I pilastri sopra elencati servirebbero a creare centinaia di migliaia di posti di lavoro stabili, «in settori ad alto valore aggiunto e quindi ad alti salari».

Debito pubblico
Il debito pubblico sarebbe colmato grazie alle «maggiori entrate derivanti dalla crescita occupazionale e allo spostamento di decine di miliardi di spesa improduttiva su voci di bilancio ad alto rendimento».