10 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
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Le startup italiane si costituiscono online, ma attenti ai rischi

Le startup italiane che si sono costituite online hanno raggiunto quota 1117. Importante il supporto delle Camere di Commercio

Le startup italiane si costituiscono online, ma attenti ai rischi
Le startup italiane si costituiscono online, ma attenti ai rischi Shutterstock

ROMA - Continua a crescere a ritmo sostenuto il numero delle startup che hanno deciso di costituirsi attraverso la procedura online introdotta dal MISE con il decreto del 17 febbraio 2016 che esclude - così - la necessità di rivolgersi a un notaio per la costituzione delle stesse. La disciplina è stata oggetto di un acceso dibattito con il Consiglio Nazionale del Notariato a cui il TAR del Lazio ha messo ufficialmente fine lo scorso ottobre dando parere favorevole alla normativa introdotta dal MISE. Al 31 dicembre le startup ufficialmente riconosciute e costituite online hanno raggiunto quota 1117, 200 delle quali hanno deciso di avvalersi della collaborazione del Conservatore del Registro delle Imprese presso gli uffici delle Camere di Commercio.

La diffusione territoriale
Con l’eccezione della Valle d’Aosta, in tutte le regioni italiane è stata costituita online almeno un’impresa. La prima regione per utilizzo della modalità digitale è la Lombardia, con 275 nuove startup create, pari al 24,4% del totale delle costituzioni online in Italia. In seconda e terza posizione si trovano le uniche altre due regioni ad aver superato le 100 costituzioni: il Veneto, con 153 unità (13,5%), e il Lazio, con 128 (11,3%). Altre regioni in cui la nuova procedura è stata utilizzata in misura significativa sono Emilia- Romagna, Sicilia (77 startup per entrambe), e Campania (61). D’altro canto, la nuova modalità risulta ancora poco utilizzata in alcune regioni che vantano una significativa presenza di nuove imprese innovative: spicca, ad esempio, il caso del Piemonte (37 costituite online su 462 iscritte).

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Il capitale sottoscritto
Per ciò che riguarda il capitale iniziale sottoscritto, il trend rispecchia quello che è lo stato di salute delle startup italiane che stentano a crescere e ad avere fatturati considerevoli. L’80,1% delle startup innovative costituite con firma digitale si attesta, come ammesso dalle recenti evoluzioni giurisprudenziali, pari o al di sotto dei 10.000 euro normalmente previsti per le società a responsabilità limitata. In particolare, quasi la metà delle società create online (509, 45,6%) ha un capitale compreso tra 5.000 e 10.000 euro; altre 385 (34,5%) sono riconducibili all’intervallo dimensionale tra 1 euro e 5.000 euro.

Il supporto delle Camere di Commercio
Malgrado la costituzione online permetta alla startup di risparmiare dai 2 ai 3mila euro per la costituzione, la modalità digitale non è stata esente da problematiche (qui vi raccontiamo come costituire una startup online sia tutt’altro che semplice). Un ruolo decisivo nel supporto agli imprenditori lo ha avuto l’ufficio AQI che assorbe le funzioni del servizio di assistenza specialistica delle Camere che, da luglio 2016 a fine giugno 2017, ha aiutato gli startupper nella delicata fase di rodaggio della nuova modalità di costituzione online. Con l’AQI, la Camera di Commercio supporta gratuitamente e con un servizio su misura le startup che vogliono costituirsi o – dal 22 giugno 2017 – modificare il proprio atto costitutivo e statuto.

L’ufficio AQI consente ai fondatori delle startup innovative di portare a termine la costituzione della società e alle modifiche di atto costitutivo e statuto nel pieno rispetto degli standard legali e formali e con il vantaggio dell’immediata iscrizione nel Registro delle Imprese. Con il supporto della Camera il neo imprenditore ha la certezza che la documentazione prodotta è formalmente corretta e che non necessita di ulteriori modifiche per ottenere l’iscrizione nel Registro delle Imprese e la registrazione fiscale del modello all’Agenzia delle Entrate.