18 gennaio 2021
Aggiornato 01:00
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Costituire una startup, 4 rischi legali da evitare

Molti imprenditori, di fronte alla frenesia di sviluppare la propria idea, si dimenticano di confrontarsi con le questioni legali insiti nella costituzione

MILANO - Il numero delle startup è in costante crescita in Italia, malgrado il mercato del venture capital continui a non essere così fiorente e - anzi - l’anno appena trascorso ha segnato un vero e proprio tonfo a livello di investimenti in società innovative. Le politiche messe a punto dal MISE in questi anni (Startup Act), hanno contribuito a creare in Italia 10mila imprese, considerando - però - le startup che oggi non esistono più. Il numero delle Pmi innovative è invece quasi triplicato rispetto all’anno scorso (da 204 a 565), per un valore della produzione complessivo che supera i 2 miliardi di euro. Se da un lato il numero delle startup continua a salire anche da parte di chi cerca un’alternativa alla crisi economica nazionale che vede la disoccupazione ferma all’11%, dall’altra i rischi legati alla loro costituzione sono dietro dietro l’angolo. Molti imprenditori, di fronte alla frenesia di poter sviluppare la propria idea, spesso si dimenticano di confrontarsi con le questioni legali e i rischi che ne possono derivare. Per capire meglio quali sono gli inconvenienti a cui un imprenditore può andare incontro, abbiamo chiesto il supporto di Alessandro Basile, di Legal DS, studio legale a Milano specializzato sulle tematiche privacy e investimenti in startup.

Redazione statuto e atto costitutivo
A oggi la disciplina italiana permette di costituire le startup innovative in forma di S.r.l. senza l’ausilio del notaio. Una disciplina che è stata oggetto di una intensa diatriba con il Consiglio Nazionale del Notariato, ma a cui il TAR del Lazio ha poi dato parere favorevole e definitivo. Vi è da considerare che l’assenza del notaio, se da un lato fa risparmiare intorno ai 2-3mila euro, dall’altro fa allungare i tempi di costituzione (in questo articolo vi abbiamo raccontato perché costituire una startup online può essere davvero molto complesso). «La redazione di documenti e il confrontarsi con burocrazie senza alcuna esperienza e certificazione di un professionista fa si che i tempi di costituzione si dilatino, mediamente, a circa un mese (qualora sorgano problematiche anche due mesi) - ci dice Alessandro -. In tal senso bisogna, quindi, valutare attentamente quale sia la via migliore per costituirsi». Un accenno in tema va fatto a Iubenda, società che aiuta le startup a costituirsi online e alla quale molti si sono affidati senza l’aiuto di un professionista.

Privacy assessment
Come per altri, la privacy è un aspetto a cui le startup risultano essere poco sensibili, ma che, se non attentamente analizzato, può comportare gravi sanzioni. «Giusto per dare qualche misura secondo il nuovo regolamento europeo (General Data Protection Regulation), le sanzioni possono variare, alternativamente, fino al 4% di fatturato di gruppo annuo o fino a 20 milioni di euro», ci spiega meglio Alessandro. Detto ciò, risulta facilmente comprensibile come un assessment privacy, da effettuarsi prima di iniziare qualsivoglia trattamento dati (sia in fase di avvio attività, che di nuovi progetti), nonché un controllo costante sugli stessi, siano essenziali per evitare l’erogazione di eventuali sanzioni da parte delle autorità competenti.

Registrazione e tutela della proprietà intellettuale della startup e dei singoli soci
Quando si parla di proprietà intellettuale bisogna sempre distinguere il momento in cui essa viene creata e registrata. Il discrimine temporale risulta essere la costituzione societaria, in quanto qualora la proprietà intellettuale sia stata creata e registrata antecedentemente alla costituzione, i relativi diritti risulteranno di proprietà del singolo socio, il quale dovrà, alternativamente, cedere o concedere in licenza alla startup detta proprietà intellettuale. Qualora, invece, la proprietà intellettuale sia stata creata e registrata successivamente alla costituzione, non vi saranno particolari problemi di titolarità: quest’ultima rimane in capo alla startup. Anche in questo caso, per la registrazione della proprietà intellettuale conviene rivolgersi ad un professionista.

Redazione della contrattualistica con clienti, fornitori, investitori, consulenti, sviluppatori ed ulteriori collaboratori
Forse ancora non lo sapete, ma le startup non possono essere efficacemente tutelate qualora vi sia l’assenza di un contratto che regoli i rapporti tra le parti e i diritti/obblighi delle parti. In ottica di investimenti, poi, la presenza di tutela contrattuale della startup agevola la possibilità di ottenere finanziamenti. «Nonostante questo molte startup ancora considerano la consulenza legale un costo, piuttosto che vederla come un’opportunità per tutelarsi e risparmiare in ottica di una eventuale consulenza futura, nonchè sicuramente più costosa - continua Alessandro -. La nostra esperienza, però, ci permette di capire che un consulente legale è ancora una figura necessaria per chi sta avviando una nuova attività, ma anche per chi una società ce l’ha già e intende portare avanti nuovi progetti a essa legati».

Onde evitare rischi, quindi, vi consigliamo caldamente di rivolgervi a un esperto. Nel caso, Alessandro lo potete contattare a questa mail a.basile@legalds.com.