19 marzo 2019
Aggiornato 00:00
finanza

Così la piattaforma di crowdfunding Indiegogo si è data alle ICO

L’americana Indiegogo ha deciso di lanciare la sua prima Initial Coin Offer e ha raccolto oltre 5 milioni di dollari

Così la piattaforma di crowdfunding Indiegogo si è data alle ICO
Così la piattaforma di crowdfunding Indiegogo si è data alle ICO Shutterstock

MILANO - Le piattaforme di crowdfunding come Kickstarter e Indiegogo hanno completamente rivoluzionato quello che era il concetto di raccolta fondi da parte degli imprenditori traslandolo a livello digitale e cambiando l'interazione tra imprenditore e investitore. Un metodo sempre più visibile di finanziamento online, tuttavia, potrebbe ulteriormente rivoluzionare il mercato. Stiamo parlando delle ICO (Initial Coin Offer) che solo nel 2017 hanno superato i 3 miliardi di dollari di raccolta secondo Coin Desk. Dal punto di vista prospettico, questo è molto più di quanto Kickstarter abbia fatto in tutta la sua storia di otto anni.

Benché il crowdfunding e le ICO siano due strumenti completamente diversi (ne abbiamo parlato qui), l’americana Indiegogo ha deciso di lanciare la sua prima Initial Coin Offer. Un tentativo, ha spiegato l’azienda, per cambiare il paradigma secondo cui le ICO sarebbero strumenti altamente rischiosi. Il fatto che un’azienda così accreditata possa approcciarsi alle ICO, di fatto, potrebbe garantire maggior fiducia all’intero settore, facendo diventare le ICO più mainstream di quanto non solo siano ora. Negli USA la vendita di token sta sollevando questioni giuridiche complesse e in evoluzione. Ciò è dovuto al fatto che queste vendite, in molti casi, corrispondono alla vendita di titoli e, quindi, sono soggette alle leggi applicabili in materia di titoli. Indiegogo effettua quindi la vendita attraverso un portale di finanziamento registrato, i cui esperti legali gestiscono ogni ICO in modo conforme alla legge.

Benchè sia molto frequente, oggi, sentir parlare di ICO, non è detto che la sua definizione sia chiara a tutti. L’ICO è un sistema non regolamentato per richiedere finanziamenti. In parole povere l’emissione di una moneta virtuale con il quale il compratore acquisisce alcuni diritti che potranno essere esercitati nell’ambito dei servizi offerti dall’emittente. Non tutti gli emittenti, però, sono in grado di emettere una moneta, ma emettono - in realtà - dei token ovvero un insieme di codici pseudo casuali basati su un codice sorgente al quale è attribuibile un valore economico.

Il tema ha suscitato, ovviamente, molto interesse da parte di startup e investitori. Anche analizzando le ricerche effettuate sul web tramite Google Trend è possibile notare un’impennata delle stesse a partire dalla scorsa primavera con un picco considerevole nei primi giorni di settembre, probabilmente dovuto alla decisione della Cina di vietare le ICO (avvenuta nello stesso periodo di riferimento), perché «minaccia seria per l’ordine economico e finanziario». La nazione cinese, oltre a vietare le ICO, infatti, ha altresì chiuso e vietato gli exchange di crypto valute.

La prima ICO di Indiegogo, lanciata a metà dicembre, ha raccolto oltre 5 milioni di dollari. Come si comporteranno gli altri portali di crowdfunding? Dalla loro azione potrebbe dipendere il futuro dell'intero settore e relativa regolamentazione.