15 novembre 2019
Aggiornato 15:30
smart cities

Sarà la scienza a decidere per il cittadino, alle OGR di Torino il primo hub sui Big Data

Un hub dove studiare i Big Data e applicarli al Terzo Settore per capire i bisogni dei cittadino e misurare l'impatto dei progetti

TORINO - «Apriremo un centro di ricerca sui Big Data per il no profit alle nuove OGR di Torino. Sarà unico nel suo genere a livello europeo». E’ questo l’annuncio che Massimo Lapucci, Segretario Generale della Fondazione CRT e Presidente dell’European Foundation Centre ha lanciato ieri durante gli Open Days dell’Innovazione, i due giorni dedicati al confronto e al networking per il Terzo Settore, organizzato a Milano da Fondazione Cariplo, Fondazione CRT, TechSoup e Compagnia di Sanpaolo.

«È arrivato il momento di esplorare la nuova frontiera della ‘Scienza dei Dati per la Filantropia’, per individuare soluzioni innovative basate su un approccio scientifico, sia nella fase dell'identificazione dei bisogni, sia in quella della misurazione dell'impatto dei progetti», ha detto ancora Massimo Lapucci. L’obiettivo dell’hub che, come affermato dallo stesso Lapucci sarà unico in Europa, è quello di migliorare la qualità della vita delle persone, partendo dai Big Data e dall’approccio scientifico per capire i reali bisogni della comunità, applicando quindi l’analisi predittiva, il machine learning e l’intelligenza artificiale anche a quei processi più «sociali» che ne sono rimasti, per ora, praticamente esclusi. Un progetto che ha visto stanziati ben 42 milioni di euro per il sostegno della ricerca di eccellenza applicata al mondo produttivo nel campo dei sistemi complessi, anche attraverso il Premio Lagrange, il primo e più importante riconoscimento in ambito internazionale per la Scienza della complessità.

Se da una parte i Big Data sono già ampiamente utilizzati per lo sviluppo del business, per prendere decisioni razionalizzate in azienda, aumentando i benefici e riducendo i costi, dall’altra stanno piano piano diventando anche le fondamenta per le città intelligenti, le cosiddette «smart city». Sensori, hardware, servizi di telecomunicazione: gestire i centri cittadini, con tutte le problematiche che ne conseguono, nel futuro, spetterà proprio ai Big Data. Città connesse, in poche parole. Con sensori che registrano le abitudini dei cittadini, i loro movimenti all'interno delle città e Big Data che aiutano il policymaker a prendere le decisioni più opportune. A livello globale, stima Bcc Research, il mercato delle smart city raggiungerà quota 775 miliardi di dollari nel 2021, con un tasso di crescita annuo del 18%.

Il progetto dell’hub per i Big Data, voluto da Fondazione CRT, di fatto, si inserisce in un programma che vede Torino riqualificarsi sempre più come polo dell’innovazione sociale. Strategia questa, percorsa anche dall’Assessore all’Innovazione del Comune di Torino Paola Pisano che, sul Terzo Settore e sui Big Data, appunto, sta sviluppando buona parte del suo piano. La cosiddetta «Data Driver Decision», ovvero la presa di decisioni, anche a livello istituzionale, basata sull’utilizzo dei Big Data. Avendo molte informazioni dettagliate a disposizione è quindi possibile capire ciò che accade su un determinato territorio e agire di conseguenza, redigendo politiche adatte a gestire fenomeni complessi come la disoccupazione e l’immigrazione. Oltre al bando da un milione di euro che il Comune di Torino dovrebbe lanciare il prossimo dicembre per il sostegno di startup che si occupano proprio di innovazione sociale. Il 30 novembre, peraltro, la città di Torino lancerà la piattaforma Torino Social Impact , finalizzata alla promozione dell’ecosistema metropolitano torinese dell’innovazione sociale, dell’imprenditoria sociale e della finanza a impatto sociale. La missione è creare un ambiente equo, attraente e meno burocratico per sperimentare l'innovazione sociale e misurarne l'impatto. «Dopo l’esperienza di successo della piattaforma Torino Social Innovation, lanciata nel 2012 per incoraggiare l'aumento dell'ecosistema sociale dell'innovazione a Torino - spiega Paola Pisano - è giunto quindi il momento di ridisegnare l'innovazione sociale nella nostra Città verso una piattaforma più collaborativa ed in grado di collegare l'ecosistema di Torino con le aree urbane europee».

La culla per questo hub sui Big Data? Le ristrutturate Officine OGR, storica «cattedrale» della storia industriale di Torino. Con 90 milioni di euro per il restauro e la rinascita dello storico e imponente edificio a forma di H (circa 20.000 mq di superficie per 16 metri di altezza su un’area complessiva di 35.000 metri quadrati), le OGR rappresentano il più grande investimento diretto della Fondazione CRT su un unico progetto, oltre che il più grande progetto di venture philanthropy oggi in Europa, orientato alla crescita e allo sviluppo economico, culturale e dell’innovazione del territorio. A partire dal 2018 le Officine Sud (l’ultimo asse che si completerà in primavera) ospiteranno, infatti, un maxi-laboratorio da 9 mila metri quadrati dedicati alla ricerca tecnologica, scientifica e industriale. Uno spazio per far correre le startup e applicare la scienza al Terzo Settore e alla filantropia. Anche grazie alla fondazione Isi che si occupa appunto dello studio e della ricerca sui Big Data, e lavorerà fianco a fianco con gli acceleratori di impresa in arrivo dalla Silicon Valley.