7 dicembre 2019
Aggiornato 19:30
digital payments

FinTech: in Italia arriva Circle Pay, ma funzionerà?

L'app Circle Pay dà agli utenti la possibilità di scambiare denaro tra singoli e all’interno dei gruppi. Ma i competitor sono molti. Ce la farà?

FinTech: in Italia arriva Circle Pay, ma funzionerà?
FinTech: in Italia arriva Circle Pay, ma funzionerà? Shutterstock

MILANO - Sbarca in Italia Circe, startup fintech irlandese già presente negli Stati Uniti e Regno Unito, la cui app, disponibile per iOS e Android dà agli utenti la possibilità di scambiare denaro tra singoli e all’interno dei gruppi, per dividere il conto di una cena o per fare spese condivise senza grandi difficoltà, ma anche per trasferire soldi da un Paese all’altro.

Scambiarsi soldi come mandare un sms
I pagamenti tra i privati diventano quindi semplici come mandare un messaggio. «Siamo convinti che i pagamenti non genereranno più reddito per gli operatori finanziari - afferma Jeremy Allaire, Ceo e co-fondatore della startup -: abbiamo capito che le persone vogliono scambiarsi soldi esattamente come si mandano mail o sms via telefonino, in modo semplice, istantaneo e gratuito». A necessitare di innovazione sono soprattutto i giovani millenials, che hanno bisogno di avere soluzioni facilmente accessibili, semplici e in qualsiasi momento.

La vera innovazione è la blockchain
La vera innovazione tecnologica che sta alla base di Circe è la blockchain, la quale permette di far circolare il denaro come l’informazione, in maniera aperta, gratuita, istantanea, globale. Proprio i protocolli alla base della criptovaluta permettono a Circle Pay di offrire il servizio in modo totalmente gratuito e senza alcun costo di transazione. L’applicazione prevede una registrazione molto snella, anche attraverso Facebook, avviene in pochi clic e richiede il possesso di una carta di credito (solo Mastercard o Visa), ma si può attivare anche con l’indicazione di un conto corrente bancario. Una volta conclusa la procedura si è subito operativi ed è possibile inviare denaro scegliendo la valuta tra euro, dollari e sterline, senza tassi di cambio. Per inviare denaro è sufficiente avere il numero di telefono cellulare o l’email della persona, e tutto avviene con la stessa semplicità di un sms, anzi l’app permette di attivare una vera e propria chat fino a 20 persone contemporaneamente per scambiarsi messaggi e denaro.

I limiti
La startup irlandese, con sede a Dublino, non ha, tuttavia, terreno spianato, a causa dei sempre maggiori competitor che si stanno affacciando sul settore. Transazioni senza costi tra persone sono infatti possibili usando PayPal, ma anche Facebook e a breve probabilmente WhatsApp che ha già avviato una serie di test, replicando un meccanismo ben consolidato in Cina con WeChat. Circe Pay, inoltre, non consente di effettuare pagamenti verso aziende e servizi, quindi non rappresenta uno strumento alternativo di pagamento puro come Satispay che ha da poco raccolto ulteriori 18 milioni di investimenti per rafforzare la sua diffusione.