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Altroché crisi, il food delivery cresce, Deliveroo: «Da noi i rider cercano flessibilità»

Mentre negli USA i colossi della 'new economy' stanno puntando gli occhi sulle startup del food delivery, in Italia continua la crescita di Deliveroo, nonostante le polemiche

Altroché crisi, il food delivery cresce, Deliveroo: «Dai noi i rider cercano flessibilità»
Altroché crisi, il food delivery cresce, Deliveroo: «Dai noi i rider cercano flessibilità» (Shutterstock.com)

MILANO - Oltre alle polemiche, oltre agli scioperi, il settore del food delivery continua a crescere e attirare l’interesse non solo degli investitori, ma anche dei colossi della ‘new economy’ come Amazon che cominciano a vedere nelle startup della consegna di generali alimentari a domicilio, quel tassello fondamentale a completare il processo d’acquisto online e la relativa consegna. Mentre negli USA gli analisti avanzano ipotesi su quale sarà la prossima acquisizione del colosso di Jeff Bezos, indirizzandosi proprio nel settore del food delivery, in Italia, la startup britannica Deliveroo continua la sua crescita.

Nel nostro Paese, il mercato delle consegne di cibo a domicilio, vale oltre 500 milioni di euro. «La nostra strategia è quella di essere presenti in modo capillare sul territorio, in modo da raggiungere al meglio i nostri clienti», ci racconta Matteo Sarzana, general manager della sede italiana di Deliveroo, che sarà ospite a Heroes Meet in Maratea, l’evento dedicato all’innovazione mediterranea in programma dal 21 al 23 settembre 2017.

Un mercato in crescita
In Italia i rider che collaborano con Deliveroo sono oltre 1300 e sono in crescita costante: una vera e propria «linfa vitale», ammette Matteo Sarzana. «L'82% di questi è di nazionalità italiana, l'88% è di sesso maschile e l’età media si attesta intorno ai 26 anni - continua -. Ben l'83% dei rider esercita questa come attività secondaria, oltre il 50% dei rider sono studenti, e secondo una recente survey interna il 68% apprezza questo lavoro per la flessibilità che offre e ben l'81% consiglierebbe questa attività ad amici e parenti».

Per chi cerca flessibilità
Benché siano state molte le polemiche che sono sorte attorno alle condizioni di lavoro dei rider di Deliveroo, e del food delivery in generale, la flessibilità è la prima caratteristica che cerca chi è interessato a collaborare con la startup britannica: «L'attività di rider con Deliveroo significa anche poter scegliere di lavorare quando e quanto si desidera, e questo permette ai nostri rider di organizzare al meglio sia l'attività che la vita privata - continua Sarzana -. Un rider, mediamente, collabora con noi per 12,5 ore a settimana».

I prossimi passi
Oggi Deliveroo consegna a domicilio i piatti dei migliori ristoranti in 8 città: Milano, Roma, Torino, Bologna, Firenze, Verona, Piacenza e Monza ed entro fine anno la startup estenderà il servizio in altre nuove località. «In Italia i nostri prossimi obiettivi sono continuare a garantire ai nostri clienti, collaboratori e ristoranti partner il miglior servizio possibile - conclude Matteo Sarzana -. Ai rider che collaborano con Deliveroo contiamo di offrire la più ampia flessibilità nella massima sicurezza. Inoltre lavoreremo al meglio per far crescere ancora il servizio Deliveroo for Business (già attivo su tutte le città), dedicato alle aziende. Deliveroo for Business mette a disposizione un account aziendale di riferimento gestito dall'amministrazione che concede al proprio personale un budget da destinare alle ordinazioni per il pranzo o la cena in ufficio. E ha contribuito significativamente alla crescita degli ordini per pranzo a Roma e Milano del 40% negli ultimi 6 mesi».