29 gennaio 2022
Aggiornato 05:30
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Novel Food, cosa c'è da sapere sul regolamento che autorizza il consumo di insetti nell'UE

Il nuovo regolamento entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018. Permette alle aziende di richiedere l'autorizzazione per l'allevamento e il commercio di un prodotto a base di insetti nei Paesi membri

ROMA - La FAO ha stimato che il mondo avrà costante bisogno di aumentare la produzione alimentare del 79% entro il 2050 per soddisfare le esigenze alimentari di una popolazione che, entro questa data, dovrebbe raggiungere le 9 miliardi di persone. Se da una parte l’80% del terreno agricolo del mondo è già in uso per l’allevamento di animali, dall’altra, il consumo globale di carne dovrebbe aumentare del 26%. In questo contesto, gli insetti possono rappresentare una fonte proteica alternativa sostenibile, con proteine di buona qualità, acidi grassi e micronutrienti come ferro, magnesio e selenio. Producono meno gas a effetto serra e ammoniaca rispetto al bestiame tradizionalmente allevato e utilizzano molta meno acqua.

Gli insetti hanno anche un buon sapore
Secondo la FAO sono 1900 le specie attualmente edibili da parte di circa 2 miliardi di persone nel mondo, prevalentemente concentrate in Asia, Africa e America Latina. Ma sfatiamo un mito: secondo studi recenti, gli insetti non sono consumati solo perché mancano altre fonti di cibo, bensì perché piace il loro gusto. Stiamo parlando di coleotteri, bruchi, api, vespe e formiche, seguite da cavallette, criceti e grilli. L’insetticoltura per il consumo umano ha tradizioni che risalgono alla notte dei tempi, in Thailandia e Vietnam, dove i grilli sono allevati in capannoni nei cortili.

In alcuni Stati UE si mangiano già
L’uso di insetti come alimento rientra nel regolamento (CE) n. 259/97 sui ‘Novel Food’. Secondo il regolamento, gli ingredienti alimentari (ad esempio gli isolati proteici) estratti o isolati dagli insetti rientrano nella definizione di nuovi alimenti come "ingredienti alimentari isolati dagli animali». Anche gli insetti, le cui parti sono state rimosse (come gambe, ali, testa, intestini, e così via) rientrano anche in questa definizione. Tuttavia, tra gli Stati membri vi è stata una certa incertezza circa il fatto che il regolamento riguardasse anche gli insetti interi o i preparati a tal fine (ad esempio, pasta con farina di grillo). La maggior parte degli Stati membri non autorizza nessun tipo di cibo a base di insetti sul proprio mercato, poiché nessuno di questi è stato autorizzato come ‘novel food’. Ma esistono alcune eccezioni. Ad esempio nel Regno Unito sono in vendita degli agglomerati a base di cavallette e vermi, nei Paesi Bassi e in Belgio è possibile trovare in alcuni supermercati hamburger a base di insetti; alcuni ristoranti servono piatti a base di insetti, così come sono molte le degustazioni di cibi a base di insetti che vengono offerte nei buffet durante gli eventi.

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Come funziona il nuovo regolamento
Parlamento e Consiglio europeo hanno approvato un nuovo regolamento sui Novel Food nel 2015 che sarà applicabile a partire dal 1° gennaio 2018. Poiché gli insetti non sono stati ampiamente consumati nell'Unione europea prima del maggio 1997 (data di entrata in vigore del regolamento attuale, da abrogare con la nuova normativa), gli alimenti a base di insetti sono considerati «alimenti nuovi» e necessitano quindi di autorizzazione. Le autorizzazioni saranno generiche, il che significa che le singole aziende non dovranno presentare domande per lo stesso prodotto (come avveniva nel vecchio regolamento). La Commissione avrà un mese per valutare se intende rinviare il caso all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per un'ulteriore valutazione della sicurezza. L’autorizzazione potrà essere richiesta anche da un’azienda con sede in un Paese terzo che voglia vendere i propri prodotti a base di insetti nel mercato UE. A patto che l’alimento sia consumato in modo sicuro dal almeno 25 anni nel Paese terzo da un numero significativo di persone.

La sicurezza
Quanto al problema della sicurezza alimentare l’EFSA ha pubblicato nel 2015 un documento relativo ai rischi per il consumo di insetti, concludendo che batteri come Salmonella, Campylobacter e E. coli, possono essere presenti in insetti non elaborati, a seconda del substrato utilizzato e delle condizioni di allevamento. Una corretta gestione prima del consumo, come il congelamento e la cottura, può eliminare i rischi. In questo senso l’etichetta dovrebbe includere un avvertimento per una possibile reazione allergica per le persone allergiche ai frutti di mare o acari della polvere. Sono tuttavia in corso altre ricerche.

Chi utilizzerà gli insetti per primo
La più grande sfida nell’introdurre le proteine da insetti nell’alimentazione umana sembra, tuttavia, essere l’accettazione pubblica. Le abitudini alimentari cambiano, però, molto velocemente, come è avvenuto per il consumo di pesce crudo nelle società occidentali. Secondo un recente studio, i più probabili utilizzatori precoci degli insetti come fonte di proteine ​​sono i maschi più giovani interessati all'impatto ambientale delle loro scelte alimentari. Un altro possibile pubblico sono i cosiddetti »foodies", persone entusiaste di cibo in cerca di nuove esperienze culinarie e che spesso scelgono di consumare cibo etico, etnico, locale e / o biologico.