amazon ci ruberà il lavoro

Amazon eroga prestiti alle imprese: tremano FinTech e banche

Amazon Lending è stato lanciato nel 2011 ed ha giàerogato 3 miliardi di dollari a 20mila imprese. Grazie a Big Data e intelligenza artificiale stabilisce quale azienda sia più idonea a ricevere il finanziamento

Centro Amazon
Centro Amazon (ANSA)

ROMA - Noi ve l’avevamo detto che non sarebbero stati i robot a rubarci il lavoro, ma Amazon. Oltre al settore retail, a tremare adesso potrebbero essere anche le banche. In pochi forse sanno dell’esistenza di Amazon Lending, una piattaforma nata nel 2011 che eroga prestiti alle piccole e medie imprese presenti, come rivenditori, sulla piattaforma di Amazon. Un modo per ottenere finanziamenti quando si chiudono le porte dei venture capitalist e e dei business angels. Non esattamente un’ultima spiaggia. Anche perchè è Amazon a decidere se l’impresa in questione può essere supportata sulla base di alcuni requisiti.

Solo i rivenditori più qualificati
Attraverso un algoritmo che analizza i dati dell’azienda sia dal punto di vista commerciale che finanziario, il sistema poi invita l’impresa medesima che lo merita a fare l’application per richiedere un prestito. Prestito che, peraltro, in caso di esito positivo, viene erogato in giornata. Nel momento in cui l’impresa dovesse trovarsi, per qualsiasi motivo in difficoltà, ecco che entra in gioco la garanzia che ciascuna azienda offre implicitamente ad Amazon Lending: il colosso, infatti, ha, a questo punto, la facoltà di ‘congelare’ la merce che il venditore detiene nel magazzino di Amazon e bloccarne la vendita fino al pagamento della rata dovuta.

Il prestito erogato da Amazon
Amazon Lending eroga prestiti brevi della durata massima di 12 mesi, da un minimo di 1000 dollari a un massimo di 750mila dollari con tassi di interesse che vanno dal 6 al 17%. Al momento sono stati 3 i miliardi i dollari che Amazon ha erogato a prestito a oltre 20mila imprese, sparse in paesi come Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone. Ovviamente la volontà di Bezos è quella di espandersi anche in altre nazioni come Canada, Italia, Spagna, Francia, India e Cina, conquistando completamente il mercato come già fatto con il settore dell’e-commerce.

L’intelligenza artificiale e i Big Data
La forza di Amazon sta ovviamente nell’ampio database di rivenditori che la piattaforma ha a disposizione e nelle tecnologie di intelligenza artificiale che possono quindi - attraverso i Big Data - stabilire quale azienda sia più idonea da finanziare. Dati questi che sono più difficilmente reperibili da parte di venture capitalist, business angels e banche. In questo senso il colosso di Bezos possiede informazioni in tempo reale sia a livello di qualità dei prodotti che soddisfazione da parte del cliente finale. Ancora una volta Amazon, grazie all’intelligenza artificiale è capace di prevedere la situazione commerciale e finanziaria di un’impresa e sulla base dei dati decidere se erogare o meno il finanziamento. Guadagnandoci. Già, sia in termini economici con l’incasso degli interessi, sia in termini di vendita dei prodotti finanziati che subiranno infatti un incremento. Insomma, un vero e proprio business che, oltre ai retail, ora sfida anche le banche e il fintech.