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Approvato il decreto legge sullo smart working

Il decreto legge approvato dalla Camera ha l’obiettivo di aumentare le tutele del lavoratore, maternità, malattie, infortuni. Più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti

La Camera approva il decreto legge sullo smart working
La Camera approva il decreto legge sullo smart working (Shutterstock.com)

ROMA - E’ stato approvato alla Camera con 256 voti favorevoli, 10 no e 102 astenuti il disegno di legge per la tutela dello smart working (lavoro autonomo) volto a regolare la flessibilità e tutelare tutti quei lavoratori che svolgono la propria attività professionale da remoto. In un ecosistema come quello innovativo e digitale, infatti, trovano sempre più posto i cosiddetti smart worker. Flessibilità degli orari, flessibilità dei luoghi: per lavorare è sufficiente, il più delle volte, una connessione a Internet. Viene meno il concetto d’ufficio fisico, mentre aumentano gli spazi di coworking che hanno proprio l’obiettivo di accogliere i professionisti che lavorano da remoto. Tutto positivo? Non proprio. Poche le tutule, e spesso si rischia di lavorare più tempo del previsto. Almeno fino ad ora.

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La Camera approva il decreto legge sullo smart working
Il decreto legge approvato dalla Camera ha però l’obiettivo di aumentare le tutele del lavoratore, maternità, malattie, infortuni. Più tutele, inoltre, nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti. Per la prima volta poi arriva una definizione normativa del lavoro agile, il cosiddetto 'smart working'. Cambiano anche le regole in tema di formazione: vengono estesi gli sconti fiscali per le spese per corsi di formazione o aggiornamento, master, convegni e congressi. Lo smart working rappresenta, di fatto, il nuovo concetto d’azienda, dove anche la governance subisce una rivoluzione, un’innovazione di processo e sviluppo. «Auspichiamo che l’iter del provvedimento possa ora completarsi presso l’altro ramo del Parlamento in maniera spedita - afferma Laura Di Raimondo, direttore di Assotelecomunicazioni-Asstel -. E’ questa la chiave  per consentire a tutte le categorie di persone di trovare un appropriato inserimento nella vita attiva. I riscontri presso i lavoratori di questa nuova modalità di lavorare, che nell’ambito della filiera delle TLC si sta rapidamente diffondendo, sono stati sempre molto positivi».

Smart Working
Il decreto legge definisce anche il concetto di «smart working» che non rappresenterà una nuova figura contrattuale, bensì una «modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato», stabilita mediante accordo tra le parti, caratterizzata dall'utilizzo di strumenti tecnologici, eseguito in parte all'interno dell'azienda in parte all'esterno. L'accordo - che deve avvenire per forma scritta - potrà essere a durata determinata o indeterminata e sarà lo stesso a stabilire i tempi di riposo e il cosiddetto diritto alla disconnessione, quindi il diritto del lavorato di «disconnettersi» dagli strumenti tecnologici di cui fa uso. Il trattamento economico e normativo riconosciuto al lavoratore in modalità agile non dovrà essere inferiore a quello applicato ai colleghi che svolgono le stesse mansioni all'interno dell'impresa.

Maternità
Per le lavoratrici donne sarà possibile usufruire del trattamento di maternità a prescindere dall'astensione dall'attività lavorativa. La durata del congedo parentale sale da 3 a 6 mesi che potrà essere utilizzato fino al terzo anno di vita del bambino. Il tetto massimo del congedo resta sei mesi.

Pagamenti
Gli smart worker saranno più tutelati anche nei pagamenti e soprattutto contro i ritardi, preso atto che il compenso per i lavoratori da remoto non potrà essere in alcun modo inferiore a quello percepito dai colleghi. Diventano abusive le clausole che concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente.

Malattia
In caso di malattia, infortunio e gravidanza se si svolge un'attività continuativa per il committente, il rapporto di lavoro non si estingue e può essere sospeso fino a 150 giorni. In caso di malattia o infortunio particolarmente gravi il versamento dei contributi e premi può essere sospeso fino a due anni. Per ciò che attiene alla sicurezza, il datore di lavoro è tenuto a fornire con cadenza almeno annuale, un’informativa sui rischi generali e specifici connessi alla modalità di lavoro, e il dipendente deve cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore.

L’Italia è l’ultima in Europa
Il decreto legge, di fatto, mira a sanare il gap che si sta generando tra lavoratori agili (in aumento) e le imprese, cercando di tutelare i primi e spingere le seconde a favorire lo sviluppo dello smart working all’interno della propria governance. L’Italia, infatti, è l’ultimo Paese in Europa quando si parla di lavoro agile. Lo dice  a chiare lettere l’indagine sul lavoro a distanza condotta da Eurofund e dall’Organizzazione Mondiale del lavoro, report che confronta i paesi europei con l’America e il Giappone dove gli smart workers sono ormai una flotta consolidata da tempo. E non va benissimo neppure nel Vecchio Continente, dove solo il 7% dei lavoratori può scegliere di svolgere le proprie mansioni da remoto contro il 37% degli Stati Uniti, ad esempio.

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Le imprese non sono preparate
Sebbene gli smart worker siano in forte aumento, le criticità si registrano a livello delle imprese. Secondo l’Osservatorio Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 73% delle aziende non possiede gli strumenti tecnologici adatti per supportare le dinamiche dello smartworking, oltre ad avere una concezione non innovativa dello svolgere una professione: «Il vero centro del cambiamento - ha detto Mariano Corso, Responsabile Scientifico, Osservatorio Smart Working - è la volontà di rimettere intelligenza e pensiero critico nel mondo del lavoro, oggi vittima di una sorta di ‘stupidità collettiva’, riconoscendo che dare alle persone la possibilità di pensare non è solo possibile e giusto, ma anche conveniente per tutti, aziende e lavoratori».