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Come prestare denaro con il peer to peer lending

Sulla piattaforma di p2p lending BorsadelCredito si potrà investire qualsiasi cifra e sarà possibile accumulare e ritirare gli interessi a scadenze regolari, anche mensili, incassando immediatamente il guadagno

Come prestare denaro con il peer to peer lending
Come prestare denaro con il peer to peer lending (Shutterstock.com)

MILANO - BorsadelCredito, il primo operatore italiano di peer to peer lending per le PMI ha introdotto due importanti novità nel servizio offerto ai prestatori, i quali potranno finalmente investire qualsiasi importo e potranno incassare i guadagni a scadenze regolari, anche ogni mese.

Le novità del peer to peer lending
Rispetto al passato viene concessa la possibilità di investire cifre superiori agli attuali 50mila euro e dunque si può investire qualsiasi cifra a patto che non si faccia l’investimento in maniera professionale. Inoltre, c’è la possibilità di reinvestire soltanto la quota capitale, accumulando e ritirando gli interessi a scadenze regolari, anche mensili, incassando immediatamente il guadagno. Si tratta quindi di un’opportunità ancora più unica per chi presta denaro: oltre ai temi della trasparenza e del rendimento che rappresentano BorsadelCredito.it, la possibilità di staccare una sorta di «cedola periodica» è una libertà e un’utilità tangibile che non viene offerta né da azioni, né da altri prodotti del risparmio gestito.

A partire dal 17 aprile
Queste novità sono già una realtà per chi si è iscritto a BorsadelCredito a partire dal 13 febbraio 2017, mentre  per i prestatori iscritti prima di questa data tali novità novità saranno applicabili dal 17 aprile 2017, ovvero trascorso il tempo necessario per modificare il contratto e confermare le nuove condizioni. Coerentemente con le nuove disposizioni della Banca d’Italia viene data la possibilità di investire per importi superiori ai 50mila euro, a patto che i privati non si comportino come investitori professionali: in sostanza l’investimento in Borsadelcredito non dovrà occupare una parte preponderante del patrimonio liquido di chi investe, nell’ottica della diversificazione (che sposiamo anche nei nostri panieri, dove è prevista una diversificazione che tende all1% e comunque mai superiore al 10%); questo investimento non dovrà essere la principale fonte di reddito dell’investitore che non dovrà passare tutta la sua giornata a prestare alle aziende, né dovrà avvalersi di collaborazioni o di un organizzazione costruita ad hoc.

Il mercato del peer to peer lending cresce
Con un colpo di coda finale il p2p lending italiano ha chiuso il 2016 a più di 64 milioni, in crescita di oltre il 500%. Lo sostiene P2Plendingitalia.it avvisando che si tratta di una crescita sì quantitativa, ma accompagnata da elementi qualitativi: di P2P si inizia a parlare sempre più diffusamente sulla stampa, il prestito tra privati entra nelle discussioni politiche e nel novero delle possibilità presentate a chi ha bisogno di credito – privato o impresa. Si tratta ancora di un mercato piccolo, ma le prospettive a detta di tutti gli esperti – non necessariamente attori dell’industria ma anche osservatori e accademici – sono davvero rosee. Si dice che il 2017 potrà essere un anno di svolta, con il raddoppio delle piattaforme presenti (che oggi sono nove) e con l’attuazione di norme che possano favorire lo sviluppo.