11 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
fintech

Le imprese che vogliono il marketplace lending sono micro e solide

Da un report di Borsadelcredito emergono alcuni dati: a preferire il peer to peer sono le micro imprese con meno di 2 milioni di fatturato e solde. L'unica pecca è che sono poco digitalizzate

MILANO - A rivolgersi al marketplace lending sono principalmente le micro imprese con un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro, soprattutto quelle solide e che quindi non hanno debiti precedenti. E’ l’analisi che emerge da BorsadelCredito, il primo operatore italiano di peer to peer lending per le PMI.

Vince il settore dei servizi
Se si guarda alla composizione settoriale, si evince che il comparto che la fa da padrone nelle richieste di prestiti è quello dei servizi, con una percentuale del 28,17%; segue il commercio al dettaglio (23,52%) e all’ingrosso (12,58%) e l’industria (15,54%). Quanto alla distribuzione geografica, circa l’80% è equamente diviso tra Nord e Sud.

Le microimprese
Dal punto di vista dimensionale, la maggioranza schiacciante (il 90%) è costituita da imprese con fatturato fino ai 2 milioni, il 9% ha un fatturato tra i 2 e i 10 milioni e il resto (solo l’1%) lo supera. L’analisi andamentale mostra, ancora, che le pmi che non hanno in curriculum alcun evento negativo sono oltre il 90% - tra di esse sono incluse anche le aziende che non hanno avuto alcun rapporto bancario. Solo il 10% dunque ha un evento negativo, grave o non grave, che va da casi di sconfini sugli affidamenti fino a eventi che rendono le aziende eccessivamente rischiose come insolvenze nei pagamenti o protesti.

Perché ci si affidata al marketplace lending
Un altro dato interessante è la motivazione della richiesta di prestiti, che sono in prevalenza per investimenti ed esigenze di liquidità ma con una proporzione invertita rispetto a quella rilevata da Bankitalia per cui la liquidità è preponderante. Nel marketplace lending il 56% delle imprese si rivolge per investimento e il 38% per esigenze di cassa. Se ne può dedurre che si tratti dunque di imprese proattive e più smart rispetto a quelle che si rivolgono alla banca. Imprese che con i prestiti vogliono crescere e migliorare e non soltanto far fronte alla spesa corrente.

Imprese poco digitalizzate
Tutto ciò, però, è condito dalla scarsa digitalizzazione. Almeno il 70% non ha alcuna presenza sul web. In particolare, il 65% non ha un sito web, il 71% non ha pagine social e il 73% non è segnalata su Maps. Un minus perché è uno dei criteri di selezione qualitativi che usa BorsadelCredito.it per la selezione di coloro che otterranno un prestito è proprio la presenza in rete, elemento segnaletico di trasparenza. Anche considerando che nella maggior parte, come abbiamo visto, si tratta di aziende di servizi e commerciali che della comunicazione via web hanno necessità. E di più se vogliono avvalersi del Fintech.