20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
intesa sanpaolo e confindustria

Industria 4.0, pronti 90 miliardi per le PMI

E' stato siglato l'accordo tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo che prevede un plafond 90 miliardi di euro a favore delle PMI italiane

MILANO - Un plafond di 90 miliardi di euro per accrescere e sostenere lo sviluppo delle PMI in un’ottica «Industria 4.0». E’ questo il fondo che  Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo mettono a disposizione per favorire la competitività e la trasformazione delle imprese in modo tale che le aziende italiane possano sfruttare a 360 gradi le possibilità offerte dalla «quarta rivoluzione industriale».

Pronti 90 miliardi per le PMI italiane
L’intesa tra Confindustria Piccola Industria e Intesa Sanpaolo, che per i tre anni previsti dall’accordo mette a disposizione delle imprese un plafond 90 miliardi di euro, intende rispondere a precisi fattori congiunturali e di contesto che influenzano l’attività delle imprese italiane. Grazie all’innovazione a 360 gradi, alle nuove tecnologie che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale e alla digitalizzazione, anche le piccole e medie imprese possono costruire partnership in mercati lontani, contaminarsi con  nuove idee, riorganizzarsi in un’ottica di maggiore snellezza ed efficienza, lavorare sempre più in filiera, sfruttare le opportunità date dalle produzioni in Co-buying (B2B2C, Business to Business to Consumer) e Business to Consumer (B2C) più vicine al cliente e in grado di comprendere più velocemente dove andrà il mercato.

«Il sistema imprenditoriale italiano dopo aver dimostrato di avere la forza necessaria per superare la crisi deve oggi sostenere le sfide della quarta rivoluzione industriale che rappresenta una grande opportunità, ma che necessita di diverse iniziative sul fronte della patrimonializzazione, della formazione e della digitalizzazione - ha detto Carlo Messina, AD di Intesa Sanpaolo -. Azioni che richiedono investimenti sia finanziari che nel capitale umano. L’accordo con Confindustria ci vede impegnati a sostenere il sistema produttivo italiano forti della nostra capacità di rappresentare l’acceleratore dell'economia reale in Italia: da inizio anno a fine settembre abbiamo fornito alle imprese italiane 20 miliardi di credito a medio e lungo termine».

La crescita di nuovi business
L’accordo punta a finanziare la crescita del business valorizzando il patrimonio intangibile delle imprese attraverso un nuovo modello di relazione basato su i fattori qualitativi legati al credito: informazioni economico-finanziarie, settore e posizionamento competitivo, strategie e piani aziendali, struttura proprietaria e management, capacità innovativa e formazione, strategicità della catena fornitore-champion. Sono inoltre previste adeguate soluzioni finanziarie a medio-lungo termine oltre al migliore utilizzo degli strumenti di supporto, a cominciare dal rinnovato Fondo di Garanzia e soluzioni su misura per le singole aziende, destinate anche a prevedere un «allungamento» della durata dei mutui con corrispondente riduzione dell’entità della rata e a valorizzare le garanzie immobiliari che assistono i finanziamenti. Per programmare la crescita, bilanciando i livelli di debito a favore del capitale di rischio, è fondamentale il ricorso all’Equity per il rafforzamento del sistema produttivo. A tal proposito l’accordo intende sviluppare iniziative che favoriscano la patrimonializzazione delle imprese, favorendo l’incontro tra imprese e nuovi soci e sostenendo nuovi processi aggregativi. Tra le attività individuabili, la promozione del Progetto Elite di Confindustria con cui migliorare processi manageriali,  crescita delle competenze industriali, evoluzione finanziaria e organizzativa delle imprese attraverso la collaborazione con gli ELITE Desk costituiti presso le Associazioni territoriali di Confindustria. Infine si prevede l’estensione a comparti strategici per l’economia italiana del Progetto Filiere, l’innovativo modello di credito di Intesa Sanpaolo che ha sinora prodotto 330 contratti con aziende capofila con oltre 15 mila fornitori ed un giro d’affari di 55 miliardi.

L’importanza della formazione
L’accordo punta inoltre a favorire l’alternanza scuola-lavoro con l’obiettivo di far diventare l’azienda il luogo in cui lo studente consolidi e arricchisca le conoscenze apprese, sviluppando competenze spendibili nel mondo produttivo o acquisendo esperienze funzionali  alla creazione di nuove imprese, in linea con il Piano Nazionale Industria 4.0. E’ inoltre un obiettivo comune definire concrete iniziative di natura previdenziale, sanitaria e sociale mettendo a disposizione delle imprese piattaforme di servizi che forniscano una gamma personalizzabile di soluzioni di welfare aziendale, anche di natura previdenziale.