26 maggio 2022
Aggiornato 07:30
manifattura digitale

Le startup dell'industria 4.0 raccolgono 1,5 miliardi. Le opportunità

Il numero delle startup finanziate a livello mondiale da fondi o venture capital che operano in questo settore è cresciuto del 15% per tre anni consecutivi (dal 2012 al 2014) con una raccolta pari a 1,5 miliardi di dollari

Le startup dell'industrai 4.0 raccolgono 1,5 miliardi. Le opportunità
Le startup dell'industrai 4.0 raccolgono 1,5 miliardi. Le opportunità Foto: Shutterstock

ROMA - «Come Paese abbiamo una storia manifatturiera molto forte, innescata praticamente in tutti i territori, dal Nord al Sud Italia. La nostra tradizione è la nostra forza». Le parole di Massimiliano Colella, direttore generale di Innova Camera, organizzatore di Maker Faire Roma, risuonano come un’eco in uno scenario che sta vedendo l’industria 4.0 crescere a livello esponenziale. Il numero delle startup finanziate a livello mondiale da fondi o venture capital che operano in questo settore è cresciuto del 15% per tre anni consecutivi (dal 2012 al 2014) con una raccolta pari a 1,5 miliardi di dollari, 39% dei quali è finito nelle tasche delle startup che si occupano di industrial analytics.

Raccolti 4,5 miliardi per le startup dell’industria 4.0
Questi i dati principali dell’ultimo report dedicato al mondo dell’industria 4.0 degli Osservatori del Politecnico di Milano. Dati che se associati all’industria IoT rappresentano uno scenario molto importante e che ci deve far riflettere. Già, perché spesso industria 4.0 e Internet of Things viaggiano di pari passo. Prendete, ad esempio, la startup Quasar. Il prodotto? Una borsa di lusso prodotta con le migliori pelli di Firenze e connessa al proprio smartphone. Semplice no? Bene. I volumi che hanno interessato le startup sono quasi quadruplicati negli ultimi 5 anni, superando il miliardo di dollari nel 2015 con un totale di 94 operazioni in tutto il mondo.

La difficoltà di fare open innovation
Stiamo parlando di un fenomeno essenzialmente americano, ma che sta aprendo interessanti opportunità anche qui in Italia. «L’innovazione e le tecnologie digitali, in questo senso, devono diventare un incentivo per gli imprenditori del manifatturiero e dell'artigianato affinché possano creare dei prodotti sempre più evoluti in grado di conquistare i mercati internazionali - afferma Colella -. Forse non siamo abbastanza forti per creare una nuova ‘Google’, ma abbiamo delle competenze importanti che derivano dalla nostra tradizione. Siamo capaci di produrre prodotti di nicchia, esclusivi, abbiamo il senso del bello e ottime conoscenze del design». Il Politecnico, in Italia, ha censito 20 startup (finanziate e non) che spaziano dall’Industria IoT alle interfacce uomo macchina fino al mondo della manifattura additiva e le stampanti 3d. Di fatto, le startup italiane che attirano più investimenti operano nel cloud manifacturing. Ma le cose da fare a livello di piccole e medie imprese è ancora parecchio. La cosiddetta open innovation, che resta una parola troppo spesso sconosciuta ai più.

Nuove opportunità
I tassi di crescita, comunque, sono incoraggianti e riflettono quella che è la situazione attuale del nostro Paese, di fatto ancora in partenza sul settore dell’industria digitale. Se i numeri sono ancora limitati, dall’altra si aprono nuove opportunità per tutte quelle startup che sapranno fare un’innovazione mirata, che saranno in grado di collegare, appunto, la tradizione alle nuove tecnologie portando valore aggiunto a quello che è l’attuale settore industriale italiano.