28 settembre 2021
Aggiornato 18:30
Food and tech

Tra innovazione e fantascienza, cosa e come mangeremo tra 20 anni

Un report su quelle che saranno le rivoluzioni tecnologiche legate al mondo del cibo. Cosa mangeremo e quali sono le sfide che devono affrontare le giovani startup, ma anche le grandi aziende

NEW YORK - In questi ultimi anni abbiano assistito a come il software e la tecnologia si stanno impossessando anche del cibo. Applicazioni che ci permettono di gestire la nostra alimentazione, catturare immagini di momenti gastronomici ed effettuare prenotazioni online. Ma nei prossimi 5 anni la prossima rivoluzione tecnologica probabilmente non arriverà attraverso un'applicazione o un software, ma attraverso i nostri piatti. Questa è l'opinione generale dei venture capital, startup, scienziati e anche alcune delle più grandi aziende alimentari. La tecnologia cambierà non solo il modo in cui si mangia, ma anche quello che mangiamo. Un report tanto fantascientifico quanto reale quello realizzato da Reimagine Food, che vi proponiamo in tutto il suo fascino.

Le nuove proteine
Durante un lasso di tempo pari a 5 anni cominceremo a concepire il cibo non più solo come nutrizione, ma come concetto strettamente legato alla medicina. Il cibo inizierà a guadagnare forza e sarà sempre più associato alla parola «salute». Il cibo aiuterà a prevenire o curare varie patologie e rappresenterà una categoria emergente allineata ai nuovi stili di vita e alle preoccupazioni dei consumatori. La domanda di carne non sarà più sostenibile: le aziende avvieranno quindi la produzione di alimenti sostitutivi e prodotti innovativi in grado di soddisfare ugualmente la domanda di carne. Come ha fatto la startup Modern Meadow, che ha realizzato il primo hamburger in vitro, o la società Hampton Creek che ha imitato il sapore di un uovo con proteine vegetali. Fondamentale sarà l’introduzione degli insetti, come proteina sostitutiva. In questo senso le startup la faranno da padrone per lo sviluppo di soluzioni alternative che vadano a creare prodotti dall’alto contenuto proteico, ma a basso impatto ambientale. Molte aziende lo stanno già facendo, come la Nestlé che ha lanciato nel maggio 2016 una linea di proteine vegetali con il marchio Garden Gourmet, o la Soylent di Silicon Valley che ha ottenuto dagli investitori cifre da capogiro per lo sviluppo del suo mix di proteine di soia, olio di alghe e altri minerali: questo cocktail fornisce all’organismo tutto ciò di cui ha bisogno, senza l’introduzione di carni animali.

La tracciabilità e il robot che cucina
All’innovazione tecnologica sarà chiesto di produrre sistemi in grado di identificare la tracciabilità dei prodotti. Molte aziende stanno già lanciando degli spettrometrI in grado di rilevare, all’interno dei cibi, la presenza di metalli, pesticidi, calorie, ecc. Il cibo, inoltre, dovrà poter essere consumato in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. Una ricerca di Standford sostiene che il 20% dei pasti in Usa viene consumato all’interno di una macchina. Del resto, abbiamo aziende che ci portano i piatti più illustri direttamente a casa, laddove l’interazione con questi agenti è sempre più di tipo digitale, personalizzata e veloce. In un tempo non molto lontano saranno i droni a consegnarci il cibo a casa e non i fattorini, oppure i robot, tecnologie che diverranno cruciali e fondamentali per i consumatori. Lo sa bene Mark Oleynik, fondatore di Moley Robotics, il primo robot in grado di cucinare. Il suo software annovera una libreria costituita da 2000 ricette ed è in grado di cambiarle con la stessa velocità con cui noi siamo in grado di selezionare una canzone su iTunes. Sarà disponibile nel 2017 e costerà la bellezza di 13mila dollari.

La sfida delle startup
In prima linea la fame nel mondo: in questo caso le startup dovranno trovare delle soluzioni in grado di facilitare la nutrizione anche nelle aree più sottosviluppate. L’obesità: negli ultimi anni stiamo assistendo a una crescita esponenziale delle persone con problemi di sovrappeso. Dobbiamo sviluppare alimenti specifici per aiutare sia la prevenzione che il trattamento dell’obesità. Le aziende debbono innovarsi per far fronte alla generazione dei Millenials, sempre più esigenti e affamati di tecnologia. Importante sarà trovare soluzioni per l’alimentazione degli animali domestici: solo in Spagna ci sono 20 milioni di animali da compagnia.

Nei prossimi 20 anni
Un’immagine decisamente futuristica, degna di un film di fantascienza. Il report, sulla base dei dati, è in grado, tuttavia, di definire un quadro che secondo noi non si discosterà troppo dalla realtà. Presumibilmente il terreno per la coltivazione e il bestiame diverranno inutili. Nicholas Negroponte, guru e fondatore del MIT Media Lab, ha dichiarato che anche la «produzione alimentare non sarà più dipendente dal clima. Quando si produce il cibo in un laboratorio, questo non è esposto alle incertezze del tempo». Non ci saranno differenze tra artificiale e naturale e riusciremo a introdurre nanotecnologie per i nostri stomaci, avremo cibo per il quale potremo osservare la sua tracciabilità in tempo reale all’interno dei nostri corpi. La stampa 3D sarà in grado di produrre pillole contenenti i nutrienti indispensabili per sopravvivere un’intera giornata: anche il latte potrà essere prodotto da una stampa 3D e non da una mucca. La realtà virtuale sarà parte della nostra vita mentre mangiamo, sia da soli che in compagnia permettendoci di acquisire una nuova visione associata ai nostri cinque sensi. Troppa fantascienza? Staremo a vedere.