23 agosto 2019
Aggiornato 12:00
fintech

Startup, si investe nel social lending

Il social lending è un sistema di prestito tra privati che, attraverso una piattaforma web, è in grado di far incontrare facilmente chi dispone di risorse da investire e chi è alla ricerca di un finanziamento

Crescono gli investimenti nel social lending
Crescono gli investimenti nel social lending Shutterstock

ROMA - Malgrado l’Italia sia un Paese restio al cambiamento e guardi con dubbio al mondo del digital payment, cominciano a farsi largo tra le altre startup anche quelle legate al mondo del P2p lending. Sarà che il 63% degli investimenti fatti nel settore FinTech riguarda proprio lo sviluppo di queste startup legate al mondo dei prestiti tra privati.

Che cos’è il social lending
Si sente parlare molto spesso di social lending, ma che cos’è veramente? Si tratta, in parole povere, di un sistema di prestito tra privati che, attraverso una piattaforma web, è in grado di far incontrare facilmente chi dispone di risorse da investire e chi è alla ricerca di un finanziamento. Il punto di forza di questi sistemi innovativi sta nella totale esclusione dell’intermediario. Il tasso di interesse che pagano i richiedenti è esattamente il rendimento che ottiene il prestatore, senza che alcun intermediario nel mezzo trattenga un differenziale (spread) tra questi due tassi. In questo modo il richiedente riesce a pagare tassi d’interesse più bassi mentre colui che presta, parallelamente, ha la possibilità di ottenere rendimenti più alti. Il successo del social lending, di fatto, è determinato da due ragioni: in primo luogo offre un canale di investimento per chi è interessato a rendimenti più alti con rischi contenuti, dall’altra è una valida ed efficiente alternativa a PMI e famiglie.

Crescono gli investimenti nelle startup di social lending
Il fenomeno del social lending, nato in Gran Bretagna nel 2005, si è esteso a macchia d’olio in tutto il mondo, catturando anche l’attenzione dei colossi come Google e Alibaba, i quali hanno siglato un accordo di collaborazione con la piattaforma americana Lending Club. Il fenomeno sta subendo un boom senza precedenti: secondo Cb Insight le startup delle banche hanno raccolto dal 2010 ben 10,3 miliardi di dollari: il 63% degli investimenti effettuati risultano essere proprio destinati alle piattaforme P2p, solo nel 2015. Nei primi quattro mesi del 2016 le piattaforme attive nell’Unione Europea hanno movimentato oltre 243 milioni di euro di prestiti. Una cifra astronomica: poca cosa rispetto agli 1,2 miliardi di sterline erogati dalla sola Grand Bretagna nello stesso periodo, ma comunque un trend che risulta essere in crescita.

La situazione in Italia
Nel Belpaese il social lending è ancora agli albori, anche se non mancano iniziative Made in Italy. Le piattaforme focalizzate sui prestiti tra privati attive in Italia sono quattro: Smartika, Prestiamoci, Younited Credit e Soisy. Le prime due sono attive nel mercato dei prestiti al consumo – quindi esclusivamente nei prestiti tra soggetti privati, mentre una nuova realtà, operativa dal 2013 (prima come broker e da settembre 2015 anche come piattaforma di peer to peer lending), è specializzata nell’erogare credito a soggetti con partita iva, come le pmi: BorsaDelCredito.it.