28 maggio 2020
Aggiornato 17:35
Innovazione green

Le plastiche biodegradabili saranno fatte con i gusci d'uovo

Aggiungere frammenti di guscio d'uvo alle plastiche bio potrebbe risolvere il problema della resistenza di questi materiali facendoli diventare sì flessibili, ma decisamente più resistenti

Uova per le plastiche bio
Uova per le plastiche bio Shutterstock

ROMA - Prima il batterio in grado di mangiarsi il Pet, ora le uova che saranno utilizzate niente meno che per creare gli imballaggi biodegradabili. Obiettivo? Combattere gli accumuli di plastica sul pianeta, da una parte eliminando quella già utilizzata, dall’altra prevenendone del tutto la produzione. Sì perché il problema dell’accumulo di plastiche sta diventando sempre più drastico. Pensate a quanti imballaggi troviamo anche soltanto andando a fare la spesa: il 50% delle confezioni di un prodotto le gettiamo nella pattumiera.

Plastiche bio dai gusci d’uovo
Uova per produrre borse della spesa? Sì, avete capito bene. Dopo le bioplastiche fatte con amido di mais, patate dolci o altre fonti vegetali rinnovabili, ora la nuova frontiera è rappresentata dai gusci d’uovo. Un team di ricercatori afferma che aggiungere schegge di guscio alle plastiche eco-friendly potrebbe contribuire a creare un innovativo materiale d’imballaggio biodegradabile che si piega ma non si rompe. Insomma, la soluzione a tutte quelle plastiche eco e biodegradabili che presentano come limite proprio quello della resistenza. «Rompiamo i gusci d’uovo fino a ottenerne le più piccole componenti e poi le aggiungiamo a una speciale miscela di bioplastiche che abbiamo sviluppato - spiega Vijaya K. Rangari, della Tuskegee University -. Queste nanoparticelle di guscio aggiungono resistenza al materiale e lo rendono molto più flessibile di altre bioplastiche sul mercato. Crediamo che queste caratteristiche, insieme alla biodegradabilità nel terreno, possano rendere le bioplastiche con gusci d’uovo un materiale di imballaggio davvero alternativo».

(Shutterstock.com)

Oltre 300 violini di tonnellate di plastica all’anno
La nuova soluzione bio per la produzione di plastiche degradabili potrebbe davvero essere una svolta e andare a risolvere uno dei più gravi crucci dell’umanità: lo smaltimento della plastica. Secondo le stime, infatti, al mondo si producono oltre 300 milioni di tonnellate di plastica all’anno: circa 99% è ottenuta da petrolio greggio e altri combustibili fossili. Una volta raggiunta la pattumiera e successivamente la discarica, questo materiale può «vivere» secoli prima di rompersi e corrompersi. Tanto peggio se viene bruciata: rilascia ossido di carbonio nell’atmosfera contribuendo quindi ad aggravare il problema dei cambiamenti climatici.

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