3 aprile 2020
Aggiornato 23:00
L'intervista

Dallo status sociale all'applicazione: Umarells, l'app che trova i cantieri in città

L'applicazione dà la possibilità all'utente di individuare con estrema facilità tutti i cantieri sparsi per le vie e le piazze adiacenti la propria posizione. Loggandosi con Facebook è possibile anche commentare lo stato dei lavori.

BOLOGNA - Quando uno status sociale viene inglobato dalla tecnologia e si trasforma in applicazione. Robe dell’altro mondo? Non proprio perché la «trovata» arriva direttamente da casa nostra. Avete presente quei signori - tipicamente attempati - che, mani dietro la schiena, non sanno proprio arrestare la loro voglia di curiosità e si intrufolano ovunque? Capita di vederli a ridosso delle transenne oppure a pochi passi da un cantiere. Spostano le grate, danno un occhio ai lavori e li commentano con gli amici di panchina. Per lo scrittore e blogger Danilo Masotti rappresentano un vero e proprio status sociale, gli «Umarells», tanto che l’amico e sviluppatore bolognese Guido Bellomo ha deciso bene di dedicarvi un’applicazione omonima. Un modo per dimostrare al mondo che l’innovazione può andare ovunque. E l’applicazione serve proprio agli indomabili Umarelles e punta ad agevolare l’individuazione dei cantieri attivi sparsi in città. Ma capiamone un po’ di più con Danilo Masotti, l’ideatore di questo status sociale.

Chi è l’Umarelles
«L’Umarells è quel signore (di solito un pensionato ultrasessantenne) che si vede passeggiare per le strade con le mani rigorosamente dietro la schiena, di solito intento a guardare gli operai che stanno lavorando in qualche cantiere - ci racconta Danilo Masotti -. Questo è l'aspetto ‘macro’ degli Umarells che serve per far capire a un interlocutore chi sono visto che la parola in dialetto bolognese significa ‘omarino’, ‘ometto’. Gli umarells hanno sempre qualche soldo da parte, ci aiutano a comprare la casa, quando tirano le quoia (con la q) ci lasciano in eredità denaro e/o immobili, educano i nipotini mentre entrambi andiamo a lavorare in cerca di improbabili realizzazioni mantenendo sia i nipotini, sia noi che andiamo a lavorare. Il PIL non cresce, ma crescono le aspettative di vita per gli umarells, ai quali sarebbe giusto dedicare almeno una festa nazionale. Nell’attesa, gli ho dedicato un blog, uno spettacolo, un libro che dovrete comprare».

Come si usa l’applicazione
«La si scarica dall'Apple store (per ora è disponibile solo per iPhone e iPad), ci si geolocalizza e si controlla quali cantieri ci sono nelle vicinanze - continua Danilo -. Loggandosi con il proprio account di Facebook o di Twitter è possibile commentare i cantieri. L'app si pone come una specie di Trip Advisor dei cantieri, ma anche un po' una Waze dei cantieri». Il funzionamento è, infatti, molto semplice: basta aprire l’applicazione per trovarsi davanti una mappa della città sulla quale vengono segnati tutti i cantieri sparsi per le vie e le piazze adiacenti la propria posizione.

Piccolo problema, l’app funziona solo nella città di Milano
Dopo aver cercato i cantieri nelle immediate vicinanze e aver fatto check-in, l’umarell ha anche la possibilità di commentare, proprio come farebbe con gli amici di panchina: può esprimere opinioni, può addirittura criticare i lavori. Al momento, però, gli unici cantieri disponibili sono nella sola città di Milano. «L’app è essa stessa un cantiere - afferma Danilo - e lo sviluppatore Guido sta lavorando per implementarla e a breve per ogni utente sarà possibile segnalare i cantieri della propria città. Ne vedrete delle belle».

Gli umarelles solitamente sono anziani. Sapranno usare l’app?
«L'app è studiata per far dialogare le generazioni. Mi spiego meglio: il figlio o il nipote dell'umarell scarica l'app e fa vedere al padre o al nonno quali cantieri ci sono nelle vicinanze, magari li vanno a visitare insieme e il figlio/nipote commenta il cantiere sull'app facendosi dettare il contenuto del messaggio dall'umarell che di solito è espertissimo».

Non solo innovazione
Dato lo status sociale che raccoglie, di fatto, moltissimi appartenenti in tutte le città d’Italia, Danilo ha pensato a fare anche qualcosa in più e ha creato l’Umarèl card. «Si tratta di un’iniziativa dell’associazione ‘Succede solo a Bologna» finalizzata a raccogliere fondi per il restauro della Basilica di San Petronio a Bologna - conclude Danilo -. Si dona un obolo, si riceve l’Umarèl card e si possono visitare da posizioni privilegiate i cantieri della chiesa e partecipare a eventi». Un vero e proprio sogno per gli umarelles della zona. Gli altri dovranno accontentarsi dell'applicazione, ma soddisfazioni!

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