13 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Scienza | Riscaldamento globale

Gli ultravioletti solari spiegano gli inverni freddi nel Nord Europa

Tasso di variazione delle emissioni UV più alto di quanto stimato

ROMA - Gli inverni particolarmente rigidi che hanno colpito l'Europa Settentrionale potrebbero avere la loro origine nel tasso di emissioni di raggi solari ultravioletti, molto più variabile di quanto non si ritenesse finora: è quanto pubblica il sito della BBC, citando uno studio britannico apparso sulla rivista Nature Geoscience Journal.

Lo studio sottolinea che il fenomeno non ha alcun legame con il riscaldamento globale: «Il punto fondamentale è che l'effetto riguarda un cambiamento nella circolazione dei venti, il che spiega perché alcune zone si raffreddano mentre altre si riscaldano: ma una volta fatta la media sull'intero globo terrestre l'effetto sulle temperature è nullo».

I dati ottenuti dal satellite della Nasa «Sorce» hanno messo in luce che la variazione nell'emissione di raggi Uv è cinque volte maggiore di quanto inizialmente stimato: negli ultimi tre anni è l'attività solare è stata insolitamente bassa, con un effetto globale che ha ridotto il flusso d'aria da est a ovest sull'emisfero settentrionale, portando aria più fredda sulla Gran Bretagna e l'Europa Settentrionale.