Salute | Cambiamenti climatici

Microalghe tossiche invadono le Canarie. Arriveranno anche in Italia?

Favorite dal gran caldo, a Tenerife nelle Canarie proliferano le micro-alghe tossiche, conosciute anche come segatura di mare. Il loro tocco provoca forti irritazioni cutanee. Possono arrivare anche in Italia?

Le Canarie invase dalle micro-alghe tossiche. Divieto di balneazione
Le Canarie invase dalle micro-alghe tossiche. Divieto di balneazione (ziggysofi | shutterstock.com)

TENERIFE – Le famose spiagge di Tenerife, nelle Isole Canarie, sono invase dalla ‘segatura di mare’ un fenomeno causato da un microrganismo marino che si sviluppa in alte concentrazioni quando fa molto caldo e c’è afa – un po’ come sta accadendo da alcune settimane anche in Italia. A preoccupare sono dunque queste micro-alghe tossiche che causano forti irritazioni cutanee a chi ne viene in contatto. E, facendo il bagno nelle acque in cui esse proliferano, è difficile non venirne in contatto, per cui sono molti i bagnanti che in questi giorni accusano diversi problemi alla pelle. Nonostante il permanere della bandiera rossa che avverte i bagnanti del pericolo, sono in molti a non darle ascolto e si immergono lo stesso nelle acque e, ovviamente, ne rimangono colpiti.

Tutto ‘sporco’
Non è di certo un bello spettacolo vedere le spiagge e il mare (o, meglio, l’oceano) sporchi. Ma è proprio così che appaiono ai turisti quelli di Tenerife invasi dalle micro-alghe che galleggiano sulla superficie o si ‘spiaggiano’ lordando il litorale. Eppure, anche in queste condizioni, le isole spagnole registrano come ogni anno il pienone. Favorite però dal clima insolito (con una media di 39 °C), le alghe tossiche intendono contendere ai turisti il primato quanto a numero. E per questo cercano anche di scoraggiare i bagnanti urticandoli e causando loro molte irritazioni della pelle, così come è infatti accaduto a molti in questi giorni. Come detto, a poco è servito issare la bandiera rossa – che indica il divieto di balneazione – nelle spiagge di Las Teresitas, a Santa Cruz de Tenerife.

La spiaggia di Tenerife
La spiaggia di Tenerife (Alexander Chaikin | shutterstock.com)

Le alghe urticanti
Le autorità sanitarie locali, pur confermando il fenomeno non sono particolarmente preoccupate. «Dalla fine di giugno – ha spiegato in un comunicato Jose Juan Aleman, direttore del dipartimento di Salute pubblica delle Canarie – abbiamo visto molte fioriture di microalghe. E’ un fenomeno naturale e temporaneo che scomparirà», una volta esaurito il suo corso. Il motivo? Anche in questi casi a essere sotto accusa è «il riscaldamento globale [che] sta sicuramente aiutando la proliferazione delle alghe». Ma, secondo il direttore, non sono solo le spiagge delle Canarie  a soffrire di questo fenomeno, ma anche altre spiagge della costiera spagnola. E poiché il riscaldamento globale pare stia interessando anche la nostra penisola, non è da escludere che si possa presentare un evento similare. In molti ricordano gli anni dell’invasione delle alghe e delle meduse in molti mari che circondano l’Italia. Ma il riscaldamento globale ancora non si sa bene quali sorprese ci riserva – lo scopriremo infatti a mano a mano che si andrà avanti.

Il responsabile
A provocare questa problematica sia ambientale che sanitaria è un batterio chiamato Trichodesmium erythraeum. Questo, precisa il dottor Aleman, «contiene una tossina che può portare all’irritazione della pelle e quindi alla dermatite, perciò bisogna evitare di avere contatti sia in acqua che sulla sabbia». La proliferazione di queste alghe è stata dunque favorita da un clima inusuale per le Canarie, che di solito godono di una temperatura temperata, quasi da primavera, tutto l’anno. Ma l’afa e il gran caldo di questo periodo hanno fatto sì che le micro-alghe avessero la meglio. «In questo momento nell’arcipelago si ha la concomitanza delle condizioni ideali per la proliferazione di queste microalghe – ha fatto notare Marta Sansón, docente di biologia vegetale all’Università de La Laguna, di Tenerife – Insieme all’aumento della temperatura dell’acqua e a quello dell’ambiente, si registra infatti la formazione di una foschia ricca di polvere del Sahara, che è ricca di ferro, nutriente perfetto per questi microrganismi».