Per i diritti di 3 milioni di cittadini della Ue residenti in Gb

Brexit, l'emendamento della Camera dei Lord che ostacola May e l'uscita dall'Ue

La Camera dei Lord ha adottato un provvedimento che minaccia di ritardare la marcia di avvicinamento alla Brexit prevista dal governo votando un emendamento destinato a proteggere i diritti dei tre milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito

LONDRA - La Camera dei Lord del Regno Unito ha adottato un provvedimento che minaccia di ritardare la marcia di avvicinamento alla Brexit prevista dal governo di Theresa May votando un emendamento destinato a proteggere i diritti dei tre milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito.

Cosa prevede l'emenadamento
"L'emendamento 9B serve a garantire i diritti di cui avrebbero goduto i cittadini dell'Unione europea residenti in Gran Bretagna qualora avessimo votato per rimanere in Europa, sin dal primo giorno della Brexit" ha detto la baronessa laburista Diane Hayter. "Perché costoro devono saperlo adesso, non tra due anni e nemmeno tra dodici mesi. Non possono mettere le loro vite in pausa".

3 milioni di persone non sono una "moneta di scambio"
Si tratta di tre milioni di persone, ha continuato la baronessa, che non devono essere usate come "moneta di scambio" per difendere i diritti di altri due milioni di cittadini britannici che vivono, studiano o lavorano, in altri paesi dell'Unione europea. Il voto dei Lord non rimette comunque in discussione il progetto di legge che autorizza l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona ma probabilmente ritarderà l'adozione del testo che consente di lanciare la procedura di divorzio dall'Unione europea.