2 dicembre 2021
Aggiornato 05:00
Difesa comune UE

Stoltenberg, la NATO e la Bussola strategica europea

Il Segretario Generale ha dato un'interpretazione «minimalista» della Bussola, come se non contemplasse la possibilità per l'UE di intervenire in aree strategiche in cui la Nato potrebbe non avere interesse

Il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg
Il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg Unione Europea

BRUXELLES - Il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha incontrato a Bruxelles i ministri della Difesa dell'Ue, durante il pranzo di lavoro del Consiglio Esteri, per affrontare in particolare le questioni dei rapporti con la Bielorussia, la situazione in Ucraina e le tensioni con la Russia, e la cooperazione fra l'Alleanza e l'Unione europea, nel momento in cui Ventisette hanno cominciato a discutere la «Bussola strategica», il nuovo documento dell'Alto Rappresentante Josep Borrell per la costruzione di un embrione di Difesa comune Ue.

Su quest'ultimo punto, il Segretario generale ha dato un'interpretazione piuttosto «minimalista» della «Bussola», come se non contemplasse anche la possibilità per l'Ue di intervenire in aree strategiche in cui la Nato potrebbe non avere interesse o non essere in grado di intervenire, per evitare eventuali spaccature al suo interno (per esempio con la Turchia).

Il segretario generale, secondo quanto lui stesso ha anticipato ai giornalisti che lo attendevano all'arrivo al Consiglio Ue, ha sottolineato che la Nato è in piena solidarietà con la Polonia e gli altri alleati (Lituania e Lettonia) che sono stati interessati alle loro frontiere esterne dall'«attacco ibrido» della crisi artificialmente creata del regime bielorusso con la strumentalizzazione dei migranti.

Stoltenberg ha quindi riferito che la Nato continua a monitorare l'accumulo di forze russe nelle aree presso le frontiere con l'Ucraina e che l'Alleanza continua a fornire supporto politico e pratico al governo di Kiev. «Vediamo - ha detto ai giornalisti - una concentrazione insolita di grandi forze vicino ai confini con l'Ucraina. Lo abbiamo già visto. E pensiamo che sia estremamente importante ora inviare un messaggio chiaro alla Russia riguardo al bisogno di ridurre le tensioni, di essere trasparenti e di evitare qualsiasi tipo di escalation. E, naturalmente, inviamo anche un messaggio molto chiaro di determinazione nel proteggere tutti gli alleati nella regione».

Stoltenberg ha poi evidenziato la forza della cooperazione Nato-Ue e ha indicato come potrebbe espandersi per includere nuove aree di cooperazione in futuro, come le tecnologie emergenti e dirompenti e l'impatto sulla sicurezza dei cambiamenti climatici.

Rispondendo alle domande sulla «Bussola strategica», Stoltenberg ha detto ai giornalisti «la Nato accoglie con favore gli sforzi dell'Ue in materia di difesa. Qualsiasi sforzo significativo da parte degli alleati europei in materia di difesa richiede maggiori spese, ed è la Nato che ha affermato la necessità di aumentare la spesa per la difesa in cima alla nostra agenda. Abbiamo preso la decisione al vertice dell'Alleanza nel 2014, quando abbiamo invitato tutti gli alleati a investire di più. E la buona notizia è che gli alleati europei ora stanno investendo di più».

Insomma, «gli sforzi dell'Ue in materia di difesa che forniscono maggiori risorse e anche nuove capacità, sono qualcosa che la Nato accoglie con grande favore, perché lo chiediamo da molto tempo. Ma l'Alleanza atlantica - ha sottolineato il segretario generale - rimarrà ovviamente la pietra angolare per la sicurezza europea. L'80% della spesa per la difesa della Nato proviene da alleati non Ue. E gli alleati extra-Ue svolgono un ruolo chiave, ad esempio, quando si tratta della nostra maggiore presenza nella parte orientale dell'Alleanza, dove tre dei quattro gruppi tattici sono guidati da alleati non Ue: Stati Uniti, Regno Unito e Canada».

«Quindi - ha osservato Stoltenberg - penso che sia ovvio che non abbiamo bisogno solo dell'Europa o del Nord America, o solo degli Stati Uniti. Abbiamo bisogno di Europa e Nord America insieme, per stare insieme in un ambiente di sicurezza molto più impegnativo e difficile. Abbiamo bisogno di solidarietà strategica, ed Europa e Nord America stanno lavorando insieme: questo è il messaggio. E in questo contesto, ovviamente - ha concluso -, accogliamo con favore anche maggiori sforzi europei sulla spesa per la difesa e per fornire nuove capacità».

(con fonte Askanews)