4 luglio 2020
Aggiornato 08:00
Stati Uniti

Donald Trump: «Tornare al lavoro, la cura non può essere peggiore del problema»

Il Presidente americano: «Possiamo lavorare e salvaguardare le persone». Sindaco di New York a Trump: «Imporre isolamento nazionale». L'avviso è del Washington Post: «In Italia straziante anteprima»

Video Agenzia Vista

NEW YORK - «La nostra gente vuole tornare al lavoro. Praticherà la distanza sociale e tutto il resto e gli anziani saranno tenuti d'occhio amorevolmente. Possiamo fare entrambe le cose. La cura non può essere peggiore (di molto) del problema. Il Congresso deve agire ora. Torneremo forti!». Lo ha scritto su Twitter il presidente statunitense, Donald Trump. Poco fa, la speaker della Camera, Nancy Pelosi, ha detto che democratici e repubblicani sono vicini a un accordo sul piano di stimoli per mitigare l'impatto del coronavirus sull'economia.

«Non stiamo parlando dell'assurdo Green New Deal. Stiamo parlando di rimettere i nostri grandi lavoratori e le nostre aziende di nuovo a lavoro!», ha scritto il presidente americano Donald Trump su Twitter aggiungendo che, in merito all'emergenza per l'epidemia di coronavirus, il «Defense Production Act è in vigore ma non ho dovuto usarlo perché nessuno ha detto NO! E Milioni di mascherine stanno arrivando» negli Stati Uniti. «Il mercato mondiale della mascherine e dei ventilatori è folle. Stiamo aiutando gli stati ad avere le attrezzature ma non è semplice. Abbiamo ottenuto soltanto 400 ventilatori per il sindaco di New York Bill de Blasio» e sono iniziati «i lavori in quattro ospedali di New York» per aumentare la capienza in caso di nuove ondate di contagi.

«Proteggere comunità asiatici americani»

Proteggere la comunità degli asiatici americani. Lo scrive su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aggiungendo che la diffusione del Coronavirus non è una loro responsabilità. «È molto importante proteggere totalmente la nostra comunità asiatica americana negli Stati Uniti e in tutto il mondo - afferma Trump -. Sono persone straordinarie e la diffusione del virus non è colpa loro in alcun modo, forma o forma. Stanno lavorando a stretto contatto con noi per sbarazzarcene. Insieme prevarremo».

Washington Post: attenzione, in Italia «straziante anteprima»

Attenzione americani: la drammatica epidemia da coronavirus in Italia «non va considerata dagli altri Paesi una eccezione o un esempio di errori compiuti, ma come uno straziante prologo delle difficoltà in vista» in tante altre parti del mondo. L'avviso è del Washington Post, che in un lungo articolo racconta e cerca di spiegare la dolorosa «eccezione italiana» in termini di contagio, assolvendo il governo pur nel mirino di critiche anche in patria. E sottolineando che altre democrazie occidentali stanno indugiando anche di più prima di imboccare la via di drastiche misure di limitazione del movimento dei cittadini.

«Il disastro in Italia non è frutto di grossolana negligenza a livello di governo. Piuttosto, gli analisti dicono che è in parte conseguenza delle settimane tra l'emergere del contagio e la decisione del governo di isolare totalmente la popolazione», osserva il Post. Inoltre, «la crisi in Italia non è neppure il prodotto di un sistema sanitario particolarmente debole. «E se molti in Italia oggi dicono che il loro governo ha atteso troppo a lungo, le democrazie occidentali hanno valutato le stesse decisioni e in alcuni casi hanno finito per agire in modo meno deciso», evidenzia l'articolo, in un evidente riferimento ad altri Paesi europei e ai lunghi indugi della stessa amministrazione Usa.

Sindaco di New York a Trump: «Imporre isolamento nazionale»

Le autorità di New York, epicentro statunitense dell'epidemia di coronavirus, hanno chiesto ieri al presidente Donald Trump di imporre un «isolamento nazionale» per far fronte all'epidemia di coronavirus nel Paese. La prima metropoli americana, capitale economica del paese con 8,6 milioni di abitanti, contava ieri più di 12.000 casi di contagio, vale a dire quasi un terzo del totale delle infezioni in Usa, e quasi 100 morti su un bilancio complessivo di 560 decessi. «Occorre che queste misure di isolamento adottate da New York e in California siano imposte ovunque» negli Stati Uniti, ha detto il sindaco di New York Bill de Blasio. «Dobbiamo prendere queste misure estreme», ha insistito.

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