7 aprile 2020
Aggiornato 10:30
Europa

Coronavirus, la UE chiude le frontiere. Von der Leyen: «Sospendere il Patto di stabilità»

Scattano le misure anti coronavirus targate Unione europea. Decisa dai 27 in videoconferenza la chiusura delle frontiere esterne dell'Unione, ma senza fermare la libera circolazione delle merci

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ANSA

BRUXELLES (ASKANEWS) - «Questo è uno shock esterno che ha colpito tutto il mondo, una cosa che non abbiamo mai visto prima: il nemico è un virus, e ora dobbiamo fare tutto quello che possiamo per proteggere le nostre popolazioni e le nostre economie». Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine seconda della videoconferenza dei capi di Stato e di governo dell'Ue dedicata all'emergenza coronavirus, ieri sera a Bruxelles.

«È stato molto positivo vedere come gli Stati membri abbiano fortemente approvato il pacchetto che abbiamo proposto nei giorni scorsi: le misure sulle frontiere, il pacchetto sull'economia, il pacchetto sugli appalti pubblici di forniture congiunti, e naturalmente la parte sul sostegno alla ricerca. Tutto questo ho avuto la piena approvazione degli Stati membri», ha detto von der Leyen.

Durante la discussione fra i leader, «uno dei primi punti è stata l'attuazione delle restrizioni temporanee di accesso alle frontiere esterne» dell'Ue. «Abbiamo avuto un forte supporto dagli Stati membri. Sta a loro adesso attuare queste misure. Hanno detto che lo faranno immediatamente. Abbiamo ora un approccio unanime e unito per quanto riguarda le frontiere esterne sulla nostra proposta», ha sottolineato la presidente della Commissione.

«Altro punto importante oggi - ha continuato von der Leyen - è quello dei blocchi che ci sono alle frontiere esterne. Qui è assolutamente cruciale sbloccare la situazione perché sappiamo che molte persone sono bloccate dentro l'Unione europea e hanno problemi a tornare a casa. Devono essere sostenute per poter tornare. E poi naturalmente abbiamo molti ingorghi di traffico, camion con merci che sono bloccati» alle frontiere. «Dobbiamo sbloccarli, abbiamo bisogno di queste merci per il mercato interno».

Perciò, ha riferito la presidente della Commissione, «c'è stato un ampio supporto alle linee guida che abbiamo emesso ieri, che abbiamo discusso ieri nel Consiglio dei ministri degli Affari interni», svoltosi anch'esso in videoconferenza. Da parte degli Stati membri «c'è stata una approvazione delle cosiddette 'corsie verdi', le corsie preferenziali principalmente per le merci».

Ma c'è stato anche sostegno all'esigenza di «assicurare che il lavoratori transfrontalieri possano entrare e uscire». C'è «un esempio impressionante» che è stato sottolineato da uno dei capi di governo, quello del Lussemburgo: «Il primo ministro ci ha detto che per loro questo è essenziale, perché - ha riferito von der Leyen - la maggioranza del personale sanitario che lavora in Lussemburgo vive in Francia o in Germania, e deve poter tornare a casa velocemente, senza perdere ore. L'importante è che risolviamo questa situazione. I miei commissari sono in costante contatto con i rispettivi ministri degli Stati membri. Ora abbiamo le linee guida c'è stata l'approvazione di queste linee guida e aspettiamo la loro attuazione».

C'è la questione dei protocolli contro il contagio, finora poco coordinati, e delle misure di isolamento che tutti i paesi dell'Ue stanno ora prendendo sull'esempio dell'Italia. «Ci è stato c'è stato chiesto - ha ricordato von der Leyen - di creare un gruppo di esperti virolgi ed epidemiologi per darci la loro consulenza. Abbiamo avuto una prima riunione con loro. Ed è positivo vedere che hanno pienamente approvato nella loro raccomandazione le misure riguardanti il distanziamento sociale. È un approccio assolutamente corretto e basato sulla evidenza scientifica, avere queste misure per rallentare la propagazione del virus, assicurarsi che non ci siano pubbliche riunioni, che università e scuole e luoghi di intrattenimento siano chiusi; non vogliamo che la gente si riunisca per rallentare la velocità del contagio e quindi ridurre l'impatto sul settore sanitario e sui pazienti che devono essere curati».

Poi c'è il punto dell'approvvigionamento, e a volte dell'insufficienza, dei dispositivi di protezione e delle attrezzature mediche. «Abbiamo lanciato oggi degli appalti congiunti per la fornitura di guanti e mascherine, e ieri per i respiratori polmonari. Ben 24 stati membri stanno partecipando, e questo è positivo. Le imprese fornitrici hanno adesso sei giorni per fare le proprie offerte. Gli stati membri potranno poi immediatamente firmare i contratti il giorno dopo questi sei giorni», ha spiegato la presidente della Commissione.

Inoltre, ha aggiunto, «stiamo lavorando anche con l'industria attraverso l'Europa per aumentare la produzione di dispositivi di protezione individuale e anche per i ventilatori polmonari, che sono estremamente necessari».

«Infine, venerdì abbiamo lanciato un robusto pacchetto economico, anche questo è stato approvato unanimemente dagli Stati membri», ha sottolineato von der Leyen. «Venerdì sembra già molto tempo fa - ha osservato - perché da allora abbiamo visto che le cose si sono aggravate ancora di più. La situazione economica è peggiorata, è estremamente seria. Le misure che sono state prese sul fronte sanitario, che sono giuste per contenere il virus, abbiamo visto che hanno un enorme impatto sulla nostra economia».

«Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per proteggere le nostre popolazioni e le nostre economie. Da venerdì stiamo lavorando su tutti i fronti per tenere fede ai nostri impegni in questo campo. Innanzitutto - ha spiegato ancora von der Leyen - stiamo finalizzando il nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che fornisce una flessibilità molto alta agli Stati membri per sostenere le loro imprese».

«In secondo luogo, è bene che l'Eurogruppo ieri abbia accolto con favore la nostra intenzione di attivare la 'clausola generale di salvaguardia'», che sospende le prescrizioni del Patto di Stabilità per la riduzione dei deficit pubblici. «Su questo - ha annunciato - avanzeremo la nostra proposta al Consiglio Ue nei prossimi giorni».

«Lasciatemi sottolineare ancora una volta - ha concluso von der Leyen, citando anche lei il 'whatever it takes' di Mario Draghi - che siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario, e non esiteremo a prendere ulteriori misure aggiuntive man mano che la situazione si evolve».

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