6 dicembre 2019
Aggiornato 16:00

Pedro Sanchez vince le amministrative spagnole ma la Destra resiste a Madrid

A gonfie vele invece nazionalisti e indipendentisti catalani e baschi che si aggiudicano tutte le grandi città delle regioni

Pedro Sanchez, leader socialista spagnolo
Pedro Sanchez, leader socialista spagnolo ANSA

MADRID - L'effetto Pedro Sanchez continua a trascinare il Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), che archiviate con relativa facilità le europee - dove avrà il gruppo parlamentare più numeroso fra i Socialisti - può ben dirsi anche vincitore delle concomitanti amministrative.

Sulle dodici Comunità autonome (regioni) in gioco il Psoe avrà la maggioranza assoluta in Castilla-La Mancha ed Extremadura, e probabilmente potrà governare in coalizione nelle Canarie, in Navarra e nella Rioja, quest'ultima feudo del conservatore Partido Popular (Pp) da decenni.

Per quanto riguarda il Pp, l'unica consolazione è l'aver mantenuto la Comunità autonoma di Madrid e soprattutto - nonostante il calo dei consensi - riconquistato il municipio della capitale, dove però avrà bisogno dei voti di Ciudadanos e dell'ultradestra di Vox per poter governare.

Le altre due stampelle della destra non hanno molto di che consolarsi, almeno globalmente: C's rimane ben lontano dal sorpasso al Pp e Vox perde il 30% delle preferenze rispetto alle politiche: tuttavia, i suoi voti saranno decisivi in molti municipi vinti dalla destra.

A gonfie vele invece nazionalisti e indipendentisti catalani e baschi: il Partito nazionalista basco (Pnv) si aggiudica tutte le grandi città della regione, mentre Erc supera l'uscente Ada Colau di una manciata di voti e conquista per la prima volta il municipio di Barcellona.

Nella capitale catalana si profila dunque un possibile governo «progressista» fra la Sinistra Repubblicana (Erc) e le varie confluenze del partito di sinistra Podemos che appoggiano Colau, con i socialisti catalani (Psc) alla finestra; scendono invece i conservatori di JXCat, che possono però consolarsi con l'esplesione di Carles Puigdemont a Bruxelles mentre l'ex premier francese Manuel Valls si aggiudica appena sei seggi.