21 settembre 2019
Aggiornato 15:00
Stati Uniti

Muro con il Messico, Trump «minaccia» l'emergenza nazionale

Il Presidente americano disposto a far durare lo shutdown «per mesi e persino per anni» pur di ottenere una legge di spesa che includa gli oltre 5 miliardi di dollari che da settimane esige per la costruzione del muro

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump ANSA

NEW YORK - Donald Trump dice che è stato «molto produttivo». Nancy Pelosi sostiene che a tratti è stato «animato». Una cosa è certa: l'incontro odierno tra il presidente americano e la leadership al Congresso, inclusa la neo speaker democratica alla Camera, è finito senza un accordo per la seconda volta in tre giorni.

C'è un oceano incolmabile tra la linea repubblicana, tracciata dal Commander in chief, e quella democratica su come potenziare la sicurezza lungo il confine tra Usa e Messico. Questo significa che la paralisi parziale del governo federale, giunta al 14esimo giorno, continuerà perché le due questioni sono strettamente legate, almeno secondo Trump. Per i democratici a Capitol Hill, invece, gli oltre 800mila dipendenti federali che dal 22 dicembre non stanno ricevendo lo stipendio non dovrebbero essere «ostaggio» del presidente e delle sue pretese sul muro.

Il 45esimo inquilino della Casa Bianca ha confermato di essere disposto a fare durare lo shutdown «per mesi e persino per anni» pur di ottenere una legge di spesa che includa gli oltre 5 miliardi di dollari che da settimane esige per la costruzione di un «muro o di una barriera fisica che impedisca gli ingressi» in Usa di criminali, di droghe e di trafficanti di esseri umani. Peccato che a tentare di mettere piede su suolo americano, anche a costo di rimetterci la vita, ci siano migranti disperati in fuga dalla disperazione e dall'indigenza e in cerca del sogno americano.

I negoziati tra rappresentanti della Casa Bianca e quelli dei legislatori proseguiranno nel fine settimana. Trump ha detto di «sperare» che lo shutdown finisca presto. Intanto lui è disposto a dichiarare una «emergenza nazionale» pur di riuscire a costruire il muro controverso anche senza l'ok del Congresso per finanziare una tale opera. «Mi è permesso» ricorrere a tanto, ha dichiarato parlando alla stampa dal Rose Garden del civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington. Non è tuttavia chiaro come una tale iniziativa verrebbe finanziata.

Intanto la Casa Bianca ha inviato a Capitol Hill le slide di una presentazione preparata dal dipartimento della Sicurezza nazionale: i numeri in esse contenuti per corroborare la tesi che il muro serve e «funziona» sono «gonfiati», critica il Washington Post, lo stesso giornale che in pieno shutdown ha riferito che da domani centinaia di funzionari voluti da Trump riceveranno un aumento dello stipendio di 10mila dollari l'anno.

Lo scatto è dovuto al fatto che il congelamento dei rialzi dei salari è venuto meno con il Congresso impantanato su come finanziare il governo. Imbarazzato, un Trump che si è detto «orgoglioso» di quello che sta facendo valuta se posticipare un tale rialzo. Intanto il suo vice Mike Pense ha fatto sapere che non accetterà quell'aumento. Farlo, sarebbe una beffa nei confronti dei dipendenti pubblichi da due settimane senza stipendio.