23 febbraio 2019
Aggiornato 07:30
Stati Uniti

Trump firma la fine dello shutdown più lungo della storia d'America

Ieri il Senato aveva approvato approvato all'unanimità l'accordo temporaneo, siglato da Congresso e Casa Bianca, per riaprire il governo federale fino al 15 febbraio

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump ANSA

WASHINGTON - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato nella notte la legge che ripristina le normali operazioni del governo federale fino al prossimo 15 febbraio, ponendo fine temporaneamente allo shutdown. Circa 800.000 lavoratori del governo federale sono stati costretti a fermarsi o a lavorare senza stipendio per 35 giorni, per lo shutdown più lungo della storia degli Stati Uniti.

Accordo tra Congresso e Casa Bianca

Ieri il Senato aveva approvato approvato all'unanimità l'accordo temporaneo, siglato da Congresso e Casa Bianca, per riaprire il governo federale fino al 15 febbraio, pagare a posteriori gli oltre 800mila dipendenti che nell'ultimo mese non hanno ricevuto uno stipendio, e per negoziare nel frattempo una soluzione definitiva.

Trump: Senza accordo su muro nuovo shutdown dopo il 15 febbraio

L'accordo raggiunto con i Democratici sulla fine dello shutdown fino al 15 febbraio non verrà rinnovato se non sarà raggiunta un'intesa al Congresso sulla costruzione del muro al confine col Messico: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. «Non abbiamo altra scelta se non costruire un muro o una barriera in acciaio: se non arriveremo ad un accordo con il Congresso, o il governo verrà nuovamente chiuso dopo il 15 febbraio o utilizzerò i poteri che mi sono conferiti per fare fronte a questa emergenza», ha minacciato Trump.

Democratici su fine shutdown, Trump e Gop «imparino lezione»

I leader democratici di Camera e Senato brindano all'accordo che permette di riaprire il governo federale fino al prossimo 15 febbraio senza alcuna condizione, nemmeno i fondi per il muro che il presidente americano voleva. «Speriamo che il presidente e il partito democratico abbiano imparato la lezione: che provocare una paralisi del governo sulla sicurezza al confine è una mossa auto-lesiva destinata a provocare una sconfitta politica», ha detto Chuck Schumer, leader Dem al Senato. Nancy Pelosi, speaker della Camera, ha aggiunto: «Politiche discriminatorie non dovrebbero mai essere usate». I due hanno mostrato la stessa unità con cui insieme si presentarono l'8 gennaio scorso davanti agli schermi Tv per smontare il primo discorso tenuto da Trump quel giorno a reti unificate dallo Studio Ovale per difendere la sua linea dura sul muro.