11 dicembre 2019
Aggiornato 14:00

USA, nuovo congresso al via

Sarà un Congresso diviso, dopo quattro anni a maggioranza repubblicana: i democratici, infatti, hanno riconquistato la Camera, mentre i repubblicani hanno rafforzato la maggioranza in Senato

Video Euronews

NEW YORK - Ieri, alle 12 (le 18 in Italia), si è insediato il 116esimo Congresso degli Stati Uniti, frutto delle elezioni di metà mandato del 6 novembre. Sarà un Congresso diviso, dopo quattro anni a maggioranza repubblicana: i democratici, infatti, hanno riconquistato la Camera (235 deputati contro 199, un seggio non ancora assegnato) mentre i repubblicani hanno rafforzato la maggioranza in Senato (53 senatori, contro i 47 tra democratici e indipendenti che votano con i democratici). Un Congresso che sarà più rappresentativo delle minoranze e che sarà ricordato per alcune «prime volte».

Un numero senza precedenti di donne sarà presente da oggi a Capitol Hill, con 102 deputate (35 al primo mandato) e 25 senatrici (da ricordare che la Camera si rinnova interamente ogni due anni, mentre il Senato cambia un terzo dei suoi membri). A fare la storia del Paese, ci saranno le prime due native americane (Sharice Davids e Deb Haaland) e le prime due musulmane (Ilhan Omar e Rashida Tlaib) elette al Congresso; Alexandria Ocasio-Cortez, eletta a New York per la Camera e astro nascente dell'ala liberal del partito democratico, sarà la più giovane, a 29 anni, a entrare in Congresso nella storia degli Stati Uniti.

Il 116esimo Congresso sarà anche più giovane: l'età media calerà da 57 a 47 anni; oltre a Ocasio-Cortez, altre due giovani donne democratiche entreranno a Capitol Hill, ovvero Abby Finkenauer, che ha 30 anni, e Lauren Underwood, 32 anni.

Donne, afroamericani e membri della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) saranno presenti in numero record e sono quasi tutti espressione del partito democratico. La diversità non è una peculiarità dei repubblicani, visto che quelli che siederanno in Congresso saranno al 90% uomini bianchi; le deputate sono diminuite da 23 a 13 e c'è solo un deputato non bianco al primo mandato, ovvero Anthony Gonzales.

Si tratterà di un Congresso sempre più diviso ideologicamente: tra i democratici, avrà più spazio l'ala più a sinistra del partito, giovane e ambientalista; tra i repubblicani, invece, si sono fatti strada dei politici sempre più vicini, anche nei modi, al presidente Donald Trump.

I nuovi senatori e deputati si troveranno subito ad affrontare il parziale shutdown, ovvero la chiusura di alcune attività del governo federale, arrivato al tredicesimo giorno. Lo shutdown è stato provocato dall'impossibilità di trovare un compromesso tra repubblicani e deputati sui fondi per il completamento del muro con il Messico, pretesi dal presidente Trump.

I cambiamenti portati dal nuovo Congresso saranno tanti, ma i leader resteranno (quasi) gli stessi: in Senato, Mitch McConnell sarà ancora il leader della maggioranza repubblicana, mentre Chuck Schumer sarà quello della minoranza democratica. Alla Camera, visto che Paul Ryan non si è ricandidato, il leader dei repubblicani, passati da maggioranza a minoranza, sarà Kevin McCarthy; Nancy Pelosi, scelta di nuovo come leader dei democratici, sarà oggi rieletta speaker della Camera, ruolo ricoperto dal 2007 al 2011, quando fu la prima donna sullo scranno più alto; oggi, salvo sorprese, sarà il primo deputato in oltre mezzo secolo a tornarci, dopo averlo lasciato.