25 giugno 2019
Aggiornato 02:00
Immigrazione

Soros è la «persona dell'anno» per il Financial Times: «Portabandiera della democrazia liberale sotto assedio»

«Utilizza la filantropia per combattere autoritarismo e razzismo» scrive il quotidiano economico londinese

LONDRA - E' George Soros la «persona dell'anno» secondo il Financial Times. L’annuncio è stato dato dallo stesso quotidiano britannico, che nelle sue pagine ha pubblicato un’intervista al finanziere ungherese. Il quotidiano della City fornisce la sua lettura, sulla falsariga del personaggio dell'anno (prima uomo dell'anno) del settimanale statunitense Time, quest'anno assegnato a Jamal Khashoggi, assassinato da agenti sauditi, e a tutti i giornalisti in pericolo. «Il filantropo Soros - scrive FT - è diventato un portabandiera della democrazia liberale e di una società aperta, un ideale che ora è sotto assedio da parte dei populisti»«Mi accusano di tutto, anche di essere l’Anti-Cristo, mi piacerebbe non avere così tanti nemici. Ma questo è il segnale che sto facendo qualcosa di buono» ha ribattuto lui.

«Utilizza la filantropia per combattere autoritarismo e razzismo»

Il finanziere Usa di origini ungheresi è da tempo oggetto di forti critiche da parte di diversi movimenti politici per il suo sostegno alle Ong attive nell'accoglienza di immigrati e richiedenti asilo. «Di solito il nome viene scelto solo in base agli obiettivi raggiunti. Nel caso di Soros abbiamo scelto anche per i valori che rappresenta», scrive FT, sottolineando come il miliardario di 88 anni, «padre degli hedge fund», ma anche uomo che ha utilizzato la filantropia «per combattere l’autoritarismo, il razzismo e l’intolleranza», sia ora «sotto assedio da parte dei populisti». «È costantemente sotto attacco online per il uso attivismo – si legge ancora nell’articolo del quotidiano londinese – anche per la sua visione liberale del mondo, idee sorte dopo la caduta del Muro di Berlino e oggi minacciate da una parte dalla Russia di Putin e dall’altra dagli Stati Uniti di Trump».

I sovranisti contro

Soros da tempo viene attaccato dai sovranisti di tutta Europa, da Viktor Orban a Matteo Salvini a Giorgia Meloni a Marine Le Pen, per le sue azioni volte «deliberatamente» a sostenere l’immigrazione illegale attraverso operazioni cosiddette umanitarie. In Europa la sua fondazione Open Society è stata così duramente presa di mira che è stata costretta a trasferire la sede da Budapest a Berlino in seguito all’adozione, da parte del governo ungherese, di un insieme di leggi note proprio come «Stop Soros». Anche la sua Central European University ha annunciato il trasferimento dalla capitale ungherese a Vienna. Oltreoceano, persino il presidente Usa Donald Trump gli ha imputato di finanziare le proteste contro la conferma del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema.