10 dicembre 2019
Aggiornato 05:30

Gilet gialli, l'attentato di Strasburgo e Macron «sgonfiano» la protesta

Sono stati circa 2.200 i manifestanti a Parigi, con un picco di 4.000, secondo i dati forniti dalla polizia. Numeri esigui rispetto alle proteste dei giorni scorsi

PARIGI - Una mobilitazione in netto calo - 66.000 partecipanti in tutto il Paese, secondo i dati del ministero dell'Interno -, un po' di tensione ma nessun vero allarme per l'ordine pubblico. Il movimento dei «gilet gialli» era atteso ieri a una nuova ondata di manifestazioni nel paese, dopo i violenti scontri delle settimane precedenti. Un vero e proprio test per l'esecutivo, dopo gli annunci del presidente Emmanuel Macron per mettere fine a una crisi sociale inedita, nata dai social network e allargatasi a macchia d'olio. Due persone sono morte in incidenti legati alle proteste ma non direttamente riconducibili alle manifestazioni odierne. Così quello di ieri è stato un sabato molto diverso da quelli vissuti nelle scorse settimane. Soprattutto a Parigi, dove al corteo previsto sugli Champs-Elysées hanno partecipato solo poche migliaia di persone.

Impressionante è stato il dispiegamento della polizia nella capitale per «l'atto V» della protesta, con oltre 8.000 uomini impegnati nel servizio d'ordine. Ma chi ha manifestato lo ha fatto pacificamente. Gli sporadici momenti di tensione sono stati soffocati dagli agenti con l'uso di idranti e il fermo dei più scalmanati. Secondo fonti della prefettura, 168 persone sono state fermate, oltre un centinaio sono state poste in custodia cautelare.

Già dalle prime ore del mattino centinaia di ragazzi si sono ritrovati agli Champs-Elysées. Un nutrito gruppo si è inginocchiato davanti agli agenti che presidiavano l'area, ricordando i liceali umiliati dai poliziotti al liceo di Mantes-la-Jolie. Un certo numero di ragazze ha invece sfilato vestite da Marianne, ma a petto nudo.

Sono stati circa 2.200 i manifestanti a Parigi, con un picco di 4.000, secondo i dati forniti dalla polizia. Numeri esigui rispetto alle proteste dei giorni scorsi, con i cittadini scoraggiati dal freddo gelido e dalle divisioni interne al movimento dei «gilet gialli», spaccato tra la fronda più dialogante e aperta all'idea di modificare la forma di protesta e il gruppo degli oltranzisti. In calo risulta essere anche il consenso della popolazione che, fino ad oggi, aveva appoggiato in larga misura le proteste. Secondo gli ultimi sondaggi, il sostegno al movimento è ora sceso al 50% (da oltre l'80% dei giorni scorsi), ed un ruolo è stato certamente giocato anche dall'attentato di Strasburgo che ha riportato sotto i riflettori la minaccia terroristica.

Momenti di tensione si sono vissuti a Bordeaux, Lille e Nantes. In quest'ultima città, circa 1.200 persone sono scese in strada, secondo la polizia. Senza un itinerario prestabilito, il corteo per lo più composto da «gilet gialli», è avanzato sotto la pioggia battente da Place du Commerce, nel centro, verso la prefettura. Respinti dagli agenti, che hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni, i manifestanti sono tornati indietro senza un percorso prestabilito.

A Besancon o a Nancy, si sono verificati tafferugli, come a Saint-Etienne. A Marsiglia, il corteo ha visto la partecipazione di 2.000 persone: 16 persone sono state fermate, un agente di polizia è rimasto lievemente ferito. Mobilitazione in tono minore in altre città come Rennes, Caen, Strasburgo, Tolosa, Lione. A Bordeaux, dove sabato scorso si sono verificati violenti scontri, hanno sfilato 4.500 «gilet gialli», ma senza le devastazioni della scorsa settimana.

Il presidente della Confederazione dei commercianti francesi ha stimato oggi che il movimento ha rappresentato «un vero disastro» per le piccole imprese, con un calo del fatturato tra «il 40% e il 70%». L'accesso alle istituzioni (l'Eliseo, Hotel Matignon, l'Assemblea Nazionale, Ministero dell'Interno, ecc.) è rimasto protetto. Ma la Torre Eiffel e alcuni musei chiusi sabato scorso oggi hanno aperto i battenti.