18 dicembre 2018
Aggiornato 12:00

May "non è più adatta": cresce la pressione per mandare la premier alle dimissioni

I ministri del governo e diverse personalità Tory starebbero mettendo pressione alla premier Theresa May affinché decida la data delle sue dimissioni

La premier britannica Theresa May
La premier britannica Theresa May (EPA/NEIL HALL)

LONDRA - E' solo questione di "quando e non di se». Secondo il Telegraph, i ministri del governo britannico e diverse personalità dei Tory hanno iniziato a mettere pressione alla premier Theresa May affinché decida la data delle sue dimissioni. Secondo il quotidiano britannico si sta già discutendo su quando la premier sarà cacciata se non deciderà di dimettersi prima delle elezioni. Diversi ministri vorrebbero che lasciasse immediatamente dopo il giorno della Brexit, il 29 marzo 2019, ma altri sono pronti a darle tempo fino al 2020 se annuncerà la data delle dimissioni già nel suo discorso di oggi al Congresso, perché la performance "disastrosa" di May nelle scorse elezioni la rendono inadatta, dicono, a condurre il partito al voto del 2022, dove servirà un leader "nuovo e fresco». Voci che si rincorrono dopo le ovazioni di ieri per Boris Johnson al congresso dei Tory.

Diverse posizioni
Ci sono due scuole di pensiero nel governo. Una possibilità è che sia costretta a lasciare dopo il divorzio dall'Ue a marzo dell'anno prossimo per consentire di ricostruire il partito prima delle elezioni, secondo una fonte interna all'esecutivo. Ma c'è anche un sentimento crescente secondo cui May potrebbe restare oltre per completare tutta la Brexit in modo che il nuovo leader si concentri totalmente sulla politica interna. Un'altra fonte ancora spiega che "una delle ragioni per cui le sarebbe consentito di restare fino al 2020 è che la maggioranza del partito non ritiene che ci sia un candidato evidente per rimpiazzarla e avere un sostegno diffuso. Aspettare un po' darebbe a un candidato più giovane, magari qualcuno a cui nessuno ancora pensa, il tempo di guadagnare sostegno".

Il tutto per tutto per riconquistare i Tory
Intanto la May tenta il tutto per tutto per riconquistare i Tory: "Il nostro futuro è nelle nostre mani». E' questo il titolo del discorso che la premier pronuncerà a mezzogiorno nel Congresso dei Tory. May sosterrà che il periodo post-Brexit è "pieno di speranze" e "i nostri giorni migliori sono davanti a noi». La premier lancerà un appello anche agli elettori mainstream dei Labour, delusi da Jeremy Corbyn, affinché decidano di appoggiare un partito "rispettabile, moderato e patriottico». La premier sottolineerà che con la Brexit, il Regno Unito vive un "momento di opportunità" e che i Conservatori hanno sempre lavorato e sempre lavoreranno "nell'interesse nazionale", perché questo governo è "dalla parte delle famiglie che lavorano sodo». In tal senso la macchina "non è un lusso per milioni di persone" e la tasse sul carburante verrà congelata per il nono anno di fila.