16 novembre 2018
Aggiornato 15:00

L'ultima crociata di Trump è contro Google

Il presidente Usa attacca: «Fa vedere solo notizie false contro di me». La dura replica dalla Silicon Valley: «Solo illazioni»
Donald Trump
Donald Trump (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik)

STATI UNITI - Il presidente statunitense Donald Trump, ieri, di prima mattina, ha attaccato Google, colpevole di dare la priorità, secondo lui, alle 'fake news', ovvero ai media mainstream, rispetto ai media conservatori. «I risultati delle ricerche su Google per 'notizie su Trump' mostrano solo gli articoli e i punti di vista dei media Fake News. In altre parole, lo hanno TRUCCATO, per me e altri, in modo che quasi tutte le storie e le notizie siano NEGATIVE. La falsa Cnn spicca. I media repubblicani/conservatori e giusti sono tagliati fuori. Illegale? Il 96% dei risultati per 'notizie su Trump' è dei media di sinistra - ha scritto in due tweet, alle 5:30 di mattina - molto pericoloso». POi il terzo attacco: «Google e altri stanno sopprimendo le voci dei conservatori e nascondono informazioni e notizie che sono positive. Controllano cosa possiamo e non possiamo vedere. Questa è una situazione molto seria, sarà affrontata!».

La Casa Bianca pronta alla 'stretta' su Google
Larry Kudlow, consigliere economico del presidente statunitense Donald Trump, ha poi dichiarato ai giornalisti presenti all'esterno della Casa Bianca che l'amministrazione «sta dando un'occhiata» alla possibilità che la ricerca su Google sia soggetta a una regolamentazione governativa. I conservatori hanno più volte attaccato la Silicon Valley, che sarebbe colpevole di sopprimere i punti di vista di destra e, per questo, l'ex stratega di Trump, Steve Bannon, aveva ipotizzato di trattare queste società come aziende di pubblica utilità. 

Google respinge accuse di Trump
Google ha respinto con forza l'accusa lanciata dal presidente statunitense, Donald Trump, secondo cui truccherebbe i risultati sul suo motore di ricerca per dare risalto alle notizie false contro di lui e nascondere i contenuti dei media conservatori. In una nota diffusa dal portavoce della multinazionale statunitense, si legge che «la ricerca non è usata per stabilire un'agenda politica e non propendiamo per nessuna ideologia politica. Il nostro obiettivo è fare in modo che gli utenti ricevano le risposte più rilevanti nel giro di secondi [...] Ogni anno, sviluppiamo centinaia di miglioramenti per fare in modo che i nostri algoritmi assicurino contenuti di alta qualità. Lavoriamo continuamente per migliorare Google Search e non classifichiamo i risultati per manipolare le opinioni politiche».