19 ottobre 2018
Aggiornato 21:30

Unione Europea, dove finiranno i 'fondi per i migranti' (che saranno triplicati)

L'Alto Rappresentante per la Poltica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini, in conferenza stampa a Bruxelles chiede un «impegno comune»
Federica Mogherini
Federica Mogherini (ANSA / LAURENCE FIGA'-TALAMANCA)

BRUXELLES - La crisi migratoria è «una sfida enorme» per l'Unione europea, che «la Commissione Barroso non aveva visto arrivare e per cui non si era preparata, così che la Commissione Juncker, al suo arrivo alla fine del 2014, ha dovuto inventare nuovi strumenti e istituzioni e cercare nuove risorse per affrontarla». Nuove risorse e nuovi strumenti «che ora saranno messi a disposizione del prossimo Esecutivo comunitario». E' quanto ha detto, in sostanza, l'Alto Rappresentante per la Poltica estera e di sicurezza comune dell'Ue (Pesc), Federica Mogherini, durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles. «Credo che la questione migratoria sia una sfida enorme per l'Unione europea. Ricordo - ha detto Mogherini rispondendo alle domande dei giornalisti - che quando ho iniziato il mio mandato sono rimasta stupita nel vedere che non era stato fatto un lavoro sulla dimensione esterna della migrazione. E insieme agli altri commissari e al Consiglio Ue abbiamo fatto un lavoro enorme per sviluppare una azione esterna dell'Ue sui temi migratori, che tre-quattro anni fa non esisteva». 

La richiesta di triplicare i fondi per le migrazioni
«L'abbiamo fatto - ha ricordato l'Alto Rappresentante - combattendo contro la mancanza di strumenti e di risorse. Ed è per questo che oggi il bilancio Ue che abbiamo proposto per i prossimi sette anni di triplicare le risorse sia sul versante esterno che su quello interno, perché l'Ue abbia gli strumenti finanziari per far fronte alla crisi migratoria. In particolare, ha spiegato Mogherini, sul versante esterno, la proposta è che il 10% dello strumento finanziario per il Vicinato, lo Sviluppo e la Cooperazione internazionale sia utilizzato per gestire la crisi migratoria; il che significa 8,9 miliardi di euro per il prossimo periodo di bilancio (2021-2027, ndr). In più, viene introdotta una riserva di 10,2 miliardi di euro per far fronte alle emergenze.

«Un impegno comune per cambiare rotta»
Chiaro l'obiettivo: evitare che la prossima Commissione «si ritrovi nella situazione in cui ci siamo trovati noi: far fronte a una sfida migratoria importante, senza avere gli strumenti finanziari e neanche quello istituzionali per farlo». Una crisi, ha sottolineato l'Alto Rappresentante, «che io da italiana posso dire poteva essere prevista dalla Commissione precedente, e non lo è stata». Gli strumenti - ha proseguito Mogherini - «ce li siamo inventati: credo che abbiamo ottenuto in questi ultimi due anni, in particolare sul fronte esterno della nostra cooperazione con i paesi terzi, risultati nuovi importanti, anche se non sufficienti, che vanno consolidati». 

I tre punti centrali del nuovo piano europeo
Tre, secondo Federica Moghrini, i punti centrali: «Primo, una solidarietà interna, che non è competenza istituzionale nostra ma degli Stati membri; secondo, una cooperazione con gli Stati di origine e di transito, in particolare in Africa e in Medio Oriente, ma anche altrove, in Afghanistan e Pakistan per esempio; terzo, risorse finanziarie per sostenere nel tempo programmi di cooperazione e gestione di lungo periodo del lavoro sulle radici, i motivi per cui i flussi migratori avvengono». Tutto questo - ha concluso l'Alto Rappresentante - «applicando in modo scrupoloso e rispettoso i principi del diritto internazionale, con l'attenzionee al salvataggio e alla protezione delle vite umane».