16 agosto 2018
Aggiornato 11:37

Russia, Kudrin vuole liberalizzare l'economia: meno Stato, più privati

Il Centro per la ricerca strategica russo, guidato da Alexei Kudrin, ha proposto un programma per limitare fortemente il ruolo dello Stato russo nell'economia
Alexei Kudrin, leader del Centro per la ricerca strategica russo
Alexei Kudrin, leader del Centro per la ricerca strategica russo (EPA/ARTYOM KOROTAYEV/TASS Host Photo Agency)

MOSCA - Il Centro per la ricerca strategica russo, guidato da Alexei Kudrin, ha proposto un programma per limitare fortemente il ruolo dello Stato russo in tutti i settori dell'economia domestica. Secondo il rapporto pubblicato sul sito, la quota totale del settore pubblico sul PIL è passata dal 39,6% del 2006 al 46% nel 2016. Di conseguenza, l'economia è «in stallo»: il tasso di crescita in declino e il ritardo tecnologico rispetto agli altri paesi aumenta. Le imprese statali si trasformano in piramidi burocratiche a più stadi di controllo amministrativo. Lo spazio per l'iniziativa privata è fortemente ridotto e le relazioni di proprietà sono soggette all'erosione. Procedendo da ciò, Kudrin avanza proposte per una seria riduzione del settore pubblico. In precedenza, il capo della Banca centrale Elvira Nabiullina ha anche affermato di essere preoccupata per l'aumento della partecipazione statale all'economia.

Quei nomi sulla lista nera...
Ma proprio mentre escono i primi dettagli del rapporto, qualcuno ha già fatto notare a Mosca che il nome di Kudrin, come quello della Nabiullina e di Anatolij Chubais, sono gli unici a non essere comparsi nella famosa lista nera americana, che elenca i possibili soggetti per le prossime sanzioni Usa e dove compare praticamente tutta la nomenklatura.  Un attacco molto significativo viene dal canale tv conservatore Tzar Grad, vicino alla chiesa ortodossa: e questo testimonia le tendenze centrifughe nonostante in molti siano convinti che tutto sia sotto l'attento controllo del Cremlino.

Obiettivo?
«Tutte le iniziative di Kudrin e Co. mirano allo stesso obiettivo: far "afferrare" i beni dello Stato da loro, dice il canale, per poi puntare il dito anche contro chi siede al governo. «Kudrin, Nabiullina e i loro "studenti" - (Anton) Siluanov, (Alexei) Ulyukayev, (Maxim) Oreshkin - hanno fatto di tutto per assicurare che lo Stato in Russia, il regolatore, sia diventato un oggetto di attività economica. Basta guardare al mercato bancario, dove "l'operazione d'igene della Nabiullina" ha portato alla formazione di un vero oligopolio. Quasi l'80% del mercato finanziario è controllato da i (German) Gref, Kostyn e così via. Verrebbe da chiedere, signore e signori, perchè lo fate? Le vostre mani hanno fatto di tutto affinchè "l'errore" diventasse una realtà?»

Panorama variegato
Oreshkin è al timone dello sviluppo economico, Ulyukaev è in guardina e «i Gref e i Kostyn» sono da diversi lustri a capo delle principali banche. Il panorama economico russo è quindi un po' più variegato, benchè come dice Kudrin, abbia quote eccessive di presenza statale. Secondo i conservatori le imprese di proprietà statale in aree strategiche dell'economia non rappresentano una minaccia per l'ulteriore sviluppo del Paese. La sfida più seria è la preparazione e l'attuazione del prossimo piano di privatizzazione. E qui si apre il baratro delle possibili lotte tra lobby, già in atto e che potrebbero movimentare parecchio i prossimi mesi, delicatissimi. Dopo l'elezione di Vladimir Putin il 18 marzo (senza sorprese) dovrà essere annunciata la nuova squadra di governo e già qualcuno è pronto a scommettere che se ne vedranno delle belle. Chiaro che l'economia non è un settore secondario. Il paese ricorda ancora gli anni '90, quando la proprietà statale è stata sottratta per le tasche di privati a prezzi stracciati, nelle cosiddette aste. E per alcuni gli sforzi di Kudrin sono soltanto indirizzati a riportare la Russia in quella "era delirante». Chiaro che qualsiasi riforma, non sarà facile.