15 dicembre 2018
Aggiornato 23:00

Germania, la Spd ha detto sì, adesso la palla torna alla Merkel

Dopo il sì della Spd di Martin Schulz a formare una coalizione con Angela Merkel, ora la palla torna alla Cancelliera

La cancelliera tedesca Angela Merkel e il leader della Spd Martin Schulz
La cancelliera tedesca Angela Merkel e il leader della Spd Martin Schulz (EPA/HAYOUNG JEON)

BERLINO - La notizia del «sì» è rimbalzata fulmineamente lungo la triangolazione Bonn-Berlino-Monaco, e molti in Germania, ma anche in Europa, hanno tirato un sospiro di sollievo. «La strada è libera per i colloqui di coalizione", ha commentato ieri sera, laconica, la leader della Cdu, Angela Merkel, davanti ai vertici cristianodemocratici riuniti a Berlino, subito dopo aver appreso l'esito del voto di Bonn, dove il congresso straordinario della Spd aveva appena dato l'ok alle trattative. Più esplicito il suo vice, Thomas Strobl: "Mi sono tolto un peso dallo stomaco». Uguale sollievo da parte di Horst Seehofer, leader della Csu bavarese, anche lui in trepida attesa del voto Spd, assieme ai vertici del partito a Monaco.

Improvvisa accelerazione
Dopo mesi di insolita lentezza, tutto sembra subire un'improvvisa accelerazione: già stamane a Berlino si svolgeranno i primi colloqui per formare un governo di Grande Coalizione con l'intenzione di chiudere i giochi a fine febbraio, o «al massimo nella seconda settimana di marzo, prima del carnevale», scrive lo Spiegel.

La strada non è ancora in discesa
Ma per Angela Merkel, che si accinge ad assumere il suo quarto mandato consecutivo alla guida del governo tedesco, la strada non è ancora in discesa, né tantomeno priva di ostacoli. La cancelliera dovrà trovare difficili compromessi tra i due alleati, la Spd e i conservatori bavaresi, in particolare a proposito di tre temi - riassume lo Spiegel - sui quali la Spd, per non perdere la faccia, porterà battaglia: i contratti di lavoro a tempo determinato dovranno essere l'eccezione; un'assicurazione sanitaria uguale per tutti; ulteriori concessioni sui ricongiungimenti familiari per i rifugiati in Germania.

L'Ue si rallegra
Il via libera del Congresso dell'Spd ai negoziati per la grande coalizione con la Cdu della Cancelliera Angela Merkel costituisce «una gran bella notizia per un'Europa più unita, più forte e democratica»: lo ha dichiarato Martin Selmayr, capo di gabinetto del presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Anche il Commissario alle Finanze, Jean-Pierre Moscovici, ha accolto con soddisfazione il voto dei delegati socialdemocratici: "L'Euoropa ha bisogno di una socialdemocrazia impegnata e costruttiva". «L'accordo politico a Berlino è una notizia positiva per la stabilità in tutta Europa. La Germania è un giocatore importante nel portare avanti il processo di riforma per l'Europa per essere più efficace nel fornire risposte ai cittadini" ha poi scritto su Twitter il presidente Fi dell'Europarlamento Antonio Tajani.

Gentiloni: buona notizia per l'Europa
«#Spd Passata a maggioranza la proposta di @MartinSchulz per concludere un accordo di grande coalizione. Un passo avanti per il futuro dell'Europa» ha invece commentato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Ma per Angela Merkel, che si accinge ad assumere il suo quarto mandato consecutivo alla guida del governo tedesco, la strada non è ancora in discesa, né tantomeno priva di ostacoli. La cancelliera dovrà trovare difficili compromessi tra i due alleati, la Spd e i conservatori bavaresi, in particolare a proposito di tre temi - riassume lo Spiegel - sui quali la Spd, per non perdere la faccia, porterà battaglia: i contratti di lavoro a tempo determinato dovranno essere l'eccezione; un'assicurazione sanitaria uguale per tutti; ulteriori concessioni sui ricongiungimenti familiari per i rifugiati in Germania.