30 novembre 2021
Aggiornato 19:30
Immigrazione in UE

Migranti, il nuovo Governo polacco inflessibile sul rifiuto delle quote

Il nuovo governo polacco ha annunciato oggi che non farà marcia indietro sul rifiuto di Varsavia di accogliere i migranti nell'ambito del meccanismo di quote

VARSAVIA - Il nuovo governo polacco ha annunciato oggi che non farà marcia indietro sul rifiuto di Varsavia di accogliere i migranti nell'ambito del meccanismo di rilocation europeo. "La posizione del governo del Primo ministro (Mateusz) Morawiecki in materia di politica migratoria e di quote resta invariata. Tutte le indicazioni secondo cui ci sarebbe stato un cambiamento di posizione sono FakeNews", ha scritto la sua portavoce Joanna Kopcinska su Twitter.  Bruxelles ha deferito la Polonia, guidata dal 2015 dal partito Diritto e Giustizia (PiS), insieme ad Ungheria e Repubblica ceca, davanti alla giustizia europea per aver rifiutato di accogliere le sue quote di rifugiati negli ultimi due anni. Il governo Morawiecki, che ha sostituito il gabinetto della Primo ministro Beata Szydlo, è percepito da un certo numero di analisti come quello che dovrebbe cercare di ricucire le relazioni difficili fra Varsavia e diversi suoi partner europei preoccupati per lo Stato di diritto in Polonia.

La presa di posizione della Chiesa polacca
Una posizione peraltro duramente contestata, per la prima volta, dalla Chiesa cattolica polacca. Il presidente della Conferenza episcopale, arcivescovo Stanislaw Gadecki, ha detto che il rifiuto di accogliere i profughi è «assimilabile a teorie terroriste di Stato»«La priorità dovrebbe essere l´essere umano, non l´interesse dello Stato a detrimento dell´individuo o la sicurezza nazionale, concetti piú volte invocati in ogni dottrina di terrorismo statale». Gadecki ha continuato: «Ognuno vuole vivere in sicurezza, ma in certi casi ciò ha poco o nulla a vedere col Cristianesimo, secondo cui occorre garantire a chi fugge sicurezza e diritti basilari». Il primate Wojciech Polak ha recentemente minacciato di sospendere ogni sacerdote che partecipi a manifestazioni o iniziative contro l´accoglienza ai rifugiati.

Orban sta con la Polonia
Con la Polonia, invece, si schiera l'Ungheria di Viktor Orban, anch'egli decisamente contrario al sistema a quote. Già a inizio anno, Orban aveva peraltro preannunciato il veto dell’Ungheria sulle sanzioni EU contro Varsavia. «Nostro obiettivo – ha fatto sapere Orban – è sostenere totalmente la Polonia, nessuna decisione europea potrà essere presa contro la Polonia, perché l’Ungheria farà opposizione».