Esteri | Stati Uniti

Trump prova a ricompattare i leader repubblicani a Camp David

L'inquilino della Casa bianca ha lanciato consultazioni informali «incredibili» sulle priorità legislative per il prossimo anno

Il Presidente americano, Donald Trump
Il Presidente americano, Donald Trump (ANSA)

CAMP DAVID - Il presidente degli Stati uniti Donald Trump e i leader repubblicani del Congresso hanno affermato la loro unità a Camp David, dove l'inquilino della Casa bianca ha lanciato consultazioni informali «incredibili» sulle priorità legislative per il prossimo anno. Nel mezzo delle polemiche sul rilascio del libro del giornalista Michael Wolff, che mette in dubbio l'abilità di Trump di guidare il Paese, il presidente ha provato a mostrarsi rassicurante.
«Siamo tutti molto ben preparati per il nuovo anno, abbiamo finito il 2017 in una posizione molto forte», ha detto Trump, parlando di incontri «incredibili» svolti da venerdì.
Nel freddo dell'hangar in cui si è tenuta una conferenza stampa, i grandi nomi del partito repubblicano - come il vicepresidente Mike Pence, i leader della Camera Paul Ryan e del Senato Mitch McConnell - si sono ceduti il microfono per esaltare i meriti del loro lavoro.

PROGRAMMA PER IL 2018 - Ryan ha parlato di «un audace programma per il 2018» che includerà elezioni legislative di medio termine e ulteriori colloqui sulla costruzione di un muro di confine con il Messico, una delle principali promessa elettorale di Trump.
Trump, in particolare, ha reagito principalmente alla pubblicazione controverso libro «Fire and Fury: Inside the Trump White House», definendolo come «un'opera di fiction». Michael Wolff «non mi conosce affatto e non mi ha mai intervistato», ha detto il miliardario, che ha sostenuto che le tre ore (in totale) di interviste che il giornalista sostiene di avere passato con lui esistono «solo nella sua immaginazione».

CRISI COREANA - Il presidente degli Stati uniti ha poi auspicato che i colloqui tra le due Coree possano andare «oltre le Olimpiadi» invernali del mese prossimo. «Mi piacerebbe vederli andare oltre le Olimpiadi», ha detto. «E al momento opportuno, saremo coinvolti».
Trump ha preso a volte una posizione provocatoria nei confronti di Kim Jong Un, scambiando insulti personali con il leader nordcoreano e minacciando di distruggere completamente il suo regime con «fuoco e furia». Ma altre volte ha chiesto spazio per la diplomazia e una risoluzione pacifica della tensione. «(Kim) sa che non sto scherzando ... nemmeno un po, nemmeno l'uno per cento. Lo capisce», ha detto ai giornalisti oggi. Ma «se qualcosa può accadere e qualcosa può uscire da quei discorsi» tra le due Coree, «sarà una grande cosa per tutta l'umanità, e sarebbe una grande cosa per il mondo», ha commentato ancora Trump.