Corruzione

Russia, dove le tangenti sono una cosa seria: chiesti 10 anni di carcere per ex ministro dell'Economia Ulyukayev

La procura ha chiesto dieci anni di carcere a regime duro per l'ex ministro dell'Economia russo Aleksey Ulyukayev

L''ex ministro dell'Economia russo Aleksey Ulyukayev accusato di tangenti
L''ex ministro dell'Economia russo Aleksey Ulyukayev accusato di tangenti (EPA/MAXIM SHIPENKOV)

MOSCA - La procura ha chiesto dieci anni di carcere a regime duro per l'ex ministro dell'Economia russo Aleksey Ulyukayev, accusato di avere percepito tangenti. E' stata inoltre richiesta anche la cancellazione delle onorificenze ricevute in passato dal ministro Uljukaev, che denuncia una "montatura" per incastrarlo. Oltre ai 10 anni di colonia penale, il procuratore russo Boris Neporozhny ha chiesto per l'ex ministro Ulyukayev una multa da 500 milioni di rubli (circa 7 milioni di euro). Ulyukayev è accusato di avere chiesto due milioni di dollari al potente patron del gigante petrolifero Rosneft, Igor Sechin, per dare il nulla osta alla vendita alla compagnia petrolifera delle quote statali del produttore di petrolio Bashneft.

"Colpevolezza provata"
"La colpevolezza dell'imputato per quanto riguarda l'avere ottenuto una tangente è del tutto provata", ha dichiarato il procuratore, che - fanno notare i media russi - ha chiesto comunque di togliere dalla formulazione dei capi di accusa la parola "estorsione" e passare a una formulazione più morbida, dove Ulyukayev ha "accettato" i soldi.

Uno scontro con il colosso del petrolio Bashneft
Arrestato con grande clamore a fine 2016, l'allora ministro dell'Economia si era a lungo opposto alla vendita delle quote di Basheft e il suo caso è considerato da più parti il frutto di uno scontro con i vertici del colosso petrolifero. Una vicenda che è diventata poi una "vetrina" elettorale per il Cremlino, che vuole dare mostra di mano dura contro la corruzione prima delle presidenziali del prossimo marzo. Vladimir Putin non si è ancora candidato, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che lo farà e che vincerà un quarto mandato presidenziale.