Amministrazione Trump

Un anno dopo Trump pensa ai rimpasti: ecco perché Tillerson e Cohn non vanno più a genio

Rex Tillerson potrebbe non essere l'unico membro dell'amministrazione statunitense a dover lasciare il proprio incarico entro la fine dell'anno

Il presidente Usa Donald Trump con la moglie Melania
Il presidente Usa Donald Trump con la moglie Melania (EPA/Al Drago / POOL)

WASHINGTON - Rex Tillerson potrebbe non essere l'unico membro dell'amministrazione statunitense a dover lasciare il proprio incarico entro la fine dell'anno, secondo le indiscrezioni dei media nazionali. Ieri, il New York Times ha scritto della volontà del presidente Donald Trump di sostituire Tillerson con Mike Pompeo, capo della Cia. Oggi, il Wall Street Journal scrive che il presidente si prepara a un rimpasto più ampio, mentre si avvia ad archiviare il suo primo anno in carica (ha prestato giuramento lo scorso 20 gennaio). Oltre all'ex numero uno di Exxon, che da quando è segretario di Stato ha faticato a trovare una linea comune con Trump, è possibile che siano sostituiti anche Gary Cohn, direttore del National Economic Council, il vicecapo di gabinetto, Rick Dearborn, e il numero uno degli Affari legislativi, Marc Short. Secondo le fonti sentite dal quotidiano, "ci sarà un significativo avvicendamento quando Trump arriverà al suo primo anno, si vedrà molto movimento». La Casa Bianca, per ora, smentisce.

Perché Cohn è nel mirino
Cohn, il maggior consigliere economico della Casa Bianca, è uscito dalle grazie di Trump con le sue critiche alla risposta presidenziale alle violenze di Charlottesville, lo scorso agosto, dopo che una donna antinazista era stata uccisa da un suprematista bianco. Secondo il Wall Street Journal, le critiche alle parole di Trump, che aveva accusato entrambi gli schieramenti per le violenze scoppiate per la rimozione di una statua del generale Robert Lee, un 'eroe sudista', gli sono costate la possibilità di essere scelto alla guida della Federal Reserve. Cohn disse, in un'intervista al Financial Times, di aver ricevuto "enormi pressioni sia per dimettermi, sia per rimanere nella mia attuale posizione [...] I cittadini che si battono per l'uguaglianza e la libertà non possono mai essere messi sullo stesso piano di suprematisti bianchi, neonazisti e membri del Ku Klux Klan".

Pompeo al posto di Tillerson 
Riguardo al segretario di Stato, Rex Tillerson, indiscrezioni sostengono che Trump sarebbe pronto a sostituirlo con Mike Pompeo, attuale numero uno della Cia, nelle prossime settimane. Lo scrive il New York Times. I rapporti tra i due sono tesi da tempo e i media statunitensi parlano di questa possibilità da alcune settimane. Pompeo dovrebbe essere sostituito dal senatore Tom Cotton, repubblicano dell'Arkansas, stretto alleato di Trump sulle questioni di sicurezza nazionale, secondo i piani della Casa Bianca. Secondo le fonti del quotidiano, Cotton avrebbe già dato la propria disponibilità per il nuovo incarico. Il New York Times scrive che non è ancora chiaro se Trump abbia dato l'approvazione finale al piano, ma è da tempo pronto a fare grandi cambiamenti al dipartimento di Stato, visti i contrasti con Tillerson.

Un "patto suicida"?
Il piano sarebbe stato sviluppato dal capo di gabinetto, John Kelly, che ne avrebbe discusso con i maggiori consiglieri del presidente. Secondo il piano, il rimpasto di governo dovrebbe avvenire tra la fine dell'anno e l'inizio del 2018. Già all'inizio di ottobre, il sito Axios scriveva che i rapporti tra i due erano ormai "irrecuperabili». Tillerson sarebbe stato in passato vicino alle dimissioni, nonostante le smentite e le accuse dell'amministrazione contro i media che diffondono 'notizie false'. Pochi giorni prima, il Washington Examiner, quotidiano conservatore, aveva scritto di un "patto suicida" tra Tillerson e i ministri di Difesa e Tesoro, James Mattis e Steve Mnuchin: con le dimissioni o il licenziamento di uno, via tutti e tre dall'amministrazione. All'inizio di ottobre, Tillerson aveva dovuto presentarsi alla stampa per una dichiarazione non programmata, dal dipartimento di Stato, per smentire un'esclusiva della Nbc, secondo cui il ministro sarebbe stato sull'orlo delle dimissioni a luglio, per i forti contrasti con Trump, che avrebbe anche definito "un imbecille" di fronte ad alcuni membri dello staff della Casa Bianca.

Perché Pompeo
Un funzionario statunitense ha dichiarato a BuzzFeed che Tillerson, che ha detto di non aver mai preso in considerazione l'ipotesi delle dimissioni, ha probabilmente deciso di restare nell'amministrazione per l'accordo con Mnuchin e Mattis. Secondo il racconto della Nbc, alcuni membri dell'amministrazione avrebbero chiesto a Tillerson di non dimettersi e di mantenere l'incarico almeno fino alla fine dell'anno, visti già i licenziamenti e le dimissioni che hanno più volte cambiato il volto del governo in questi mesi di Trump alla Casa Bianca. Trump e Tillerson si sono dimostrati in disaccordo su molti temi importanti, dall'accordo nucleare con l'Iran alla Corea del Nord, fino ai rapporti con i Paesi arabi. La scelta di Pompeo, che già siede al tavolo della Situation Room (dove si discute di sicurezza e intelligence), renderebbe la sostituzione meno caotica. Alcuni, nell'amministrazione, preferirebbero invece Nikki Haley, l'attuale ambasciatrice alle Nazioni Unite.