Esteri | Germania

Merkel accetta di limitare in futuro numero rifugiati in Germania dopo l'exploit dell'AfD

Angela Merkel ha accettato ieri per la prima volta l'ipotesi di un "tetto" annuale al numero dei rifugiati accettati in Germania, cedendo alle pressioni dei suoi alleati politici che spingono per un inasprimento dopo le recenti elezioni politiche

La cancelliera tedesca Angela Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel (ANSA/ANGELO CARCONI)

BERLINO - Il nuovo esecutivo di Angela Merkel si apre su un significativo compromesso, molto eloquente della complicata posizione politica della Cancelliera dopo l'esito incerto delle elezioni politiche. Merkel è stata infatti costretta ad accettare ieri per la prima volta l'ipotesi di un «tetto» annuale al numero dei rifugiati accolti in Germania, cedendo alle pressioni dei suoi alleati politici che spingono per un inasprimento dopo le recenti elezioni politiche, nelle quali il partito della cancelliera ha perso quota e la formazione di estrema destra anti-immigrati Afd ha messo a segno un exploit. Una bozza di compromesso raggiunto durante una riunione di emergenza a Berlino tra l'Unione cristiano-democratica di Germania (Cdu) presieduta dalla cancelliera e il suo alleato bavarese Csu - anticamera di negoziati con altre formazioni per trovare una coalizione di governo - parla di un futuro obiettivo di 200mila ingressi l'anno, secondo un documento ottenuto dalla France Presse.

Obiettivo
"Vogliamo arrivare al risultato che il numero delle persone accolte per ragioni umanitarie non superi le 200mila l'anno", ha sottolineato il testo accettato dai due partiti, che sperano in questo modo di risolvere un conflitto che li contrappone da due anni. Merkel e il presidente della Csu, Horst Seehofer, presenteranno oggi a Berlino in conferenza stampa i dettagli del compromesso, raggiunto dopo dieci ore di complicate trattative.

Condizione preliminare per governare
Si è anche discusso di riunire in futuro i nuovi richiedenti asilo in centri ben localizzati, il tempo necessario a esaminare i loro casi; oggi sono ripartiti in tutto il Paese. Un accordo su un «tetto» alla politica migratoria tedesca negli anni futuri in seno alla famiglia conservatrice di Angela Merkel rappresenta un'indispensabile condizione preliminare alla formazione di un futuro governo di coalizione, a seguito delle elezioni politiche di fine settembre. Resta da sapere che cosa penseranno gli altri due partiti politici con i quali sono in programma nei prossimi giorni colloqui per formare la coalizione di maggioranza: i liberali e soprattutto i Verdi, a favore di una politica migratoria il più aperta possibile.

Significativa concessione
La Csu bavarese, che contesta da oltre due anni la decisione della Merkel di lasciar entrare oltre un milione di richiedenti asilo tra il 2015 e il 2016, esige un cambio di rotta della cancelliera per partecipare al futuro governo. E alla fine Merkel ha accettato una sorta di plafond «light»: nessuna rigida limitazione, ma un obiettivo annuale. Il principio del diritto di asilo non sarà rimesso in discussione. E il capo del governo vuole lasciarsi un margine di manovra sulle cifre se scoppieranno crisi umanitarie gravi, come la guerra civile in Siria. Ma accettando un obiettivo in cifre, finora si era sempre rifiutato di farlo giudicandolo irrealistico, Merkel ha fatto una significativa concessione politica all'ala destra della sua famiglia politica.