20 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Referendum catalano

Catalogna, sciopero generale: centinaia di migliaia contro Madrid

La Catalogna oggi si è fermata per lo sciopero generale. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le violenze della polizia spagnola contro gli indipendentisti

Lo sciopero generale di oggi ha bloccato la Catalogna.
Lo sciopero generale di oggi ha bloccato la Catalogna. ANSA

BARCELLONA - La Catalogna oggi si è fermata per lo sciopero generale. Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le violenze della polizia spagnola contro gli indipendentisti che domenica erano andati ai seggi per votare il referendum. Le manifestazioni più importanti si sono svolte a Barcellona. Lo sciopero generale e il «blocco del paese» è stato indetto dai sindacati, ma è sostenuto anche dal governo catalano. I servizi minimi sono garantiti al 25% nelle ore di punta sui trasporti pubblici. Praticamente tutte le scuole catalane sono chiuse: gli allievi non si sono presentati in classe. Ci sono 59 blocchi stradali in atto, e vari rallentamenti secondo il Servizio catalano di transito. Tra le strade bloccate anche le due autostrade principali della Catalogna: la A7, che segue la costa dal confine francese e la A2, che collega Barcellona con Saragozza.

Sciopero generale in Catalogna
Il presidente catalano, Carles Puigdemont, ha chiesto alla popolazione di nono lasciarsi «trascinare dalle provocazioni» in una «giornata di protesta democratica, civile e dignitosa». Fermi i porti di Barcellona a Tarragona. Molta polizia nazionale Guardia Civil per le strade e manifestazioni in varie città. I Mossos, la polizia regionale, ha invitato la popolazione a non provocare disordini e a rispettare i luoghi dove sono schierati gli agenti. A Barcellona è un corso un grande concentramento in piazza Universitat, ma ci sono proteste anche in via Laietana, dove ha sede la polizia nazionale. Duemila persone si sono raccolte davanti alla sede del Partido Popular, del premier Mariano Rajoy, accusato di esser «colpevole» della situazione.

Verso il dialogo con Madrid?
L'esecutivo catalano chiede di dialogare con Madrid. Puigdemont ha detto che è «il momento di una mediazione internazionale» e ha chiesto all'Ue di «smettere di guardare dall'altra parte» e di favorirla. L'obiettivo dell'indipendenza rimane, ma la Catalogna chiede al governo centrale di trattare. «Oggi non dichiaro l'indipendenza, chiedo una mediazione». Il 'President' ha detto che ci sono già candidati, ha parlato di 'governi regionali'. «Se mi chiamano, anche oggi, sono pronto a una riunione dove vogliono», ha detto a sua volta il premier basco Inigo Urkullu che ha già tentato negli ultimi giorni di spingere il premier spagnolo Mariano Rajoy e Puigdemont all'avvio di un dialogo.